Anelli (Fnomceo): “Atto vile e inqualificabile, i vaccini salvano vite”
“Scritti, verbalizzati, agiti gli insulti sono sempre una forma di violenza – aggiunge Anelli – e si inseriscono in un contesto in cui i medici, i professionisti diventano lo sfogatoio di tutte le insoddisfazioni che riguardano la propria salute, la scienza medica e le organizzazioni sanitarie. È notizia di ieri il pestaggio ai danni di un medico del Sant’Eugenio di Roma, che era intervenuto per difendere un’infermiera. A entrambi va la nostra vicinanza. Ed è notizia purtroppo ormai quotidiana quella di un’aggressione in un pronto soccorso, a un medico di medicina generale per un certificato negato, o quella di scritte intimidatorie, se non di minacce vere e proprie, ai colleghi degli Ordini. Atti che continuano a suscitare la nostra indignazione e che vanno sempre denunciati alle autorità competenti. Ricordiamo anche che la Legge 113/2020 per la sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie prevede, per il reato di lesioni personali gravi o gravissime nei confronti di un operatore nell’esercizio o a causa delle sue funzioni, la procedibilità d’ufficio. Siamo certi che le forze dell’ordine e la magistratura stiano attuando una puntuale applicazione della norma”.
“Le fake news, i falsi convincimenti, l’aggressività, la violenza sono tutti figli di una concezione consumistica della scienza, della medicina, dei sistemi sanitari – continua – per cui ognuno si sente legittimato a scegliere e pretendere la prestazione, il risultato che più gli piace senza tener conto dell’appropriatezza e anche dei limiti della medicina stessa. Allo stesso modo, queste frange sono contrarie ai vaccini per via di convincimenti irrazionali, ideologici, che diventano tanto più saldi quanto più si moltiplicano, al contrario, le evidenze scientifiche a favore dell’efficacia e della sicurezza dei preparati”.
“È di oggi uno studio – conclude Anelli – pubblicato su ‘The Lancet Infectious Diseases‘ e condotto dall’Imperial College di Londra che dimostra come, nel solo 2021, i vaccini abbiano salvato nel mondo – contando le morti direttamente e indirettamente evitate – 20 milioni di vite. Lo stesso lavoro evidenzia purtroppo le disuguaglianze di salute legate alla disparità della distribuzione e utilizzo dei vaccini anti-Covid nei Paesi ricchi e in quelli poveri del mondo. Prende, con questi dati, ancora più senso lo slogan di una nostra campagna, “Il vaccino ci salva la vita”: dobbiamo continuare a proteggere le persone, soprattutto le più vulnerabili, dalla circolazione del virus, e da tutte le malattie che colpiscono in maniera sproporzionata i più fragili”.
24 Giugno 2022
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