Anziani: i consigli degli specialisti per evitare incidenti domestici
“Le cadute e le loro gravissime conseguenze soprattutto nelle persone anziane – spiega Paolo Pillastrini, presidente nazionale della Società Italiana di Fisioterapia e ordinario al dipartimento di medicina interna, dell’invecchiamento e delle malattie nefrologiche al Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna – raccomandano un programma personalizzato di esercizi condotto da fisioterapisti. Questo tipo di programmi dovrebbe essere associato ad una riduzione degli ostacoli dell'ambiente in cui la persona vive: ad esempio, gli ostacoli, come tappeti, mobili bassi o instabili dovrebbero essere rimossi, l'illuminazione degli ambienti dovrebbe essere adeguata, e le calzature sicure, con suola non in cuoio e chiuse nella parte posteriore della tomaia”.
“L’intervento prezioso del fisioterapista – aggiunge Antonio Bortone, presidente nazionale dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (Aifi) – è sempre necessario nella persona anziana. Grazie ad esercizi su misura, effettuati costantemente durante l’arco dell’anno, accompagnati da una leggera attività fisica quotidiana, muscolatura, ossa, tendini, riescono a mantenersi in forma e consentire all’anziano autonomia negli spostamenti, punto fondamentale per una buona qualità di vita”.
“Per comprendere al meglio l’importanza della fisioterapia nel paziente anziano – precisa Pillastrini – sarà ad esempio presentato uno studio che ha esaminato le reazioni posturali a perturbazioni esterne rapide in 51 pazienti, di cui 30 giovani e 9 anziani sani e 12 pazienti con Morbo di Pakinson. I risultati mostrano che le persone anziane sane e con Morbo di Parkinson hanno maggiori difficoltà a contrastare in modo efficace le perturbazioni rispetto alle persone giovani, con una evidente maggiore esposizione al rischio di caduta. Un secondo studio – continua Pillastrini – ha invece valutato la capacità del Performance Oriented Mobility Assessment (POMA), una scala di valutazione del cammino e dell’equilibrio, per identificare chi è maggiormente a rischio di caduta. Lo studio, condotto su 110 persone anziane istituzionalizzate, ha individuato nel movimento di “tornare indietro” il fattore di rischio principale di cadute ripetute”.
05 Ottobre 2011
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