Balduzzi: “Sanità pubblica in trincea. Bisogna resistere ancora per qualche mese”
“Sono consapevole che sanità pubblica è in trincea – ha detto Balduzzi -, e questo vale per tutti, medici, infermieri, operatori sanitari. La situazione è di grande difficoltà, le decisioni difficili di questi anni hanno portato in molte strutture sanitarie una situazione di grande sofferenza, ma vi chiedo di resistere ancora per qualche mese”.
Secondo il ministro, infatti, “siamo in un tunnel e non ci si può fermare”, ma per uscire è necessario “non dividersi” e “stringersi intorno” ai punti “essenziali” che richiedono degli interventi immediati. "Uno di questi – per Balduzzi – potrebbe essere la politica fuori dalla sanità”. Per il ministro, infatti, “il governo clinico, l’intramoenia, sono cose importanti, ma ci sono cose più importanti come la riforma della politica”, perché da questo dipende poi molte altre scelte in ambito sanitario.
Balduzzi si è detto convinto che medici e professionisti sanitari, che ha definito “i sostenitori del Ssn”, “avranno la capacità di individuare l’essenziale e di non dividersi”. A loro ha poi lanciato l’invito a presentare “proposte e idee, anche da questa giornata. Il tempo per riflettere non è lungo, ma c’è”.
Questo atteggiamento, insieme agli interventi mirati, permetterà anche, secondo Balduzzi, di realizzare al meglio la spending review. “Inefficienze e sprechi ci sono”, anche se, ha precisato il ministro, “la sanità nel suo insieme è riuscita in questi anni a domare la spesa, e a partire dal 1998, con le leggi di rientro, fino ad oggi, abbiamo ogni anno affinato le regole di controllo”. La spesa, secondo Balduzzi, è “un cavallo che è sotto la guida”. Il ministro ha quindi definito “uno strumento concreto” “la scelta del precedente Governo di valutare i beni, servizi e farmaci con prezzi di riferimento. Ora noi, tra Agenas e Agenzia per i contratti pubblici, stiamo organizzando questa spesa per dare un contributo alla spending review”. Ma la risposta, secondo il ministro, “deve essere coesiva, per dare un senso di appartenenza al sistema”.
Questo anche per rispondere a “un rischio che vedo in questa situazione”, e cioè di una sanità “percepita dall’opinione pubblica soltanto come spesa e inefficienza. Una mentalità che – secondo Balduzzi – costituisce un rischio di tornare indietro di anni. Per me invece la sanità è volano, è risorse, è un comparto avanzato, è cittadinanza sociale”. Un sistema in cui esiste anche "tanta qualità”. Per questo “ci sono dei settori nei quali l’attenzione va messa con grande determinazione, evitando tagli automatici ed effettuando, invece, tagli operati con criterio, individuando gli obiettivi in cui collocare le risorse” per difendere proprio questa la qualità.
31 Maggio 2012
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