Balzanelli (Sis118): “Evento sentinella che deve far riflettere”
Mario Balzanelli, Presidente nazionale SIS 118 commenta così il decesso della turista di 25 anni, avvenuto ad Ostia il 20 gennaio scorso e la denuncia del compagno che ha lamentato gravi difficoltà a comunicare con la Centrale Operativa 118 territorialmente competente, nonché tempi di arrivo eccessivi sulla scena dell’evento da parte dei mezzi di soccorso, a suo dire 43 minuti dalla prima chiamata al Sistema dell’Emergenza.
Per Balzanelli sono tre le questioni principali sulle quali riflettere.
“Le Centrali Operative 118 – ha detto – devono poter ricevere immediatamente la richiesta di soccorso da parte di chi si trovi in imminente pericolo di perdere la vita mediante accesso diretto al 118, ai sensi di quanto previsto dalla legislazione europea (art.1, comma 2 della Direttiva 91/396/CEE) e devono essere dotate dei più moderni sistemi di geolocalizzazione del chiamante (Decreto del 12/11/2009 n° 435335, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie generale n° 30 del 6 febbraio 2010). Questo il punto: in emergenza ogni minuto di ritardo può essere fatale. Non si deve perdere tempo. Occorre una riforma legislativa urgente del 112 che restituisca agli italiani il sacrosanto diritto di parlare direttamente con il Sistema di Emergenza Territoriale quando qualcuno stia per morire”.
Le configurazioni tecnologiche delle Centrali Operative 118, ha poi aggiunto, “devono essere dotate dei sistemi più avanzati di traduzione simultanea multilingue e tutti gli infermieri operatori delle Centrali Operative 118 devono conoscere almeno la lingua inglese mediante corsi di formazione e di aggiornamento, permanente e ricorrente, dedicati. La tecnologia deve supportare sistematicamente i soccorsi perchè non si perdano minuti preziosi”.
Terzo punto “il Sistema 118 va concretamente e significativamente potenziato affinché il numero complessivo dei mezzi di soccorso sia calcolato e posto in operatività sulla base dei tempi di percorrenza previsti dal legislatore per area urbana ed extraurbana, in modo da consentire il raggiungimento degli scenari critici secondo gli standard temporali previsti dal legislatore”.
“Non deve morire – conclude – per l’ennesima volta, tra tanti interrogativi, qualcuno prima che lo Stato assicuri alla popolazione nazionale una riforma legislativa del 118 che veda traguardare la più urgente ed indispensabile valorizzazione della capacità istituzionale di risposta del Sistema di Emergenza Territoriale alle quotidiane, drammatiche, e purtroppo crescenti necessità del servizio”.
04 Aprile 2022
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