Roma, muore turista. Il compagno: “Al 118 non parlavano inglese”, ma la Regione smentisce

Roma, muore turista. Il compagno: “Al 118 non parlavano inglese”, ma la Regione smentisce

Roma, muore turista. Il compagno: “Al 118 non parlavano inglese”, ma la Regione smentisce
La vicenda raccontata da La Repubblica. Ma sui fatti accaduti il 20 gennaio scorso, l’assessorato alla Salute fa sapere che "la telefonata di emergenza è stata subito gestita correttamente in lingua inglese ed è stato geolocalizzato l’intervento”. È stato comunque disposto un audit clinico. Ares: "Arrivati 18 minuti ma le equipe sanitarie non hanno trovato nessuno perché l'uomo aveva deciso autonomamente di spostarsi”

Una giovane turista poco più che ventenne è morta a Roma nei primi di gennaio e il fidanzato accusa i soccorso di non avere saputo gestire la situazione per la mancata capacità di dialogare in lingua inglese. Un’accusa che per l’assessorato regionale alla Salute non ha ragione di esistere.

“In riferimento all’articolo pubblicato da La Repubblica cronaca di Roma si desidera precisare che la telefonata di emergenza del giorno 20.01.2022 delle ore 15.39 è stata subito gestita correttamente in lingua inglese ed è stato geolocalizzato l’intervento con le coordinate di latitudine e longitudine”, afferma l’assessorato in una nota.

“La telefonata – prosegue la nota è durata circa due minuti ed il contenuto audio, concesso dalla Centrale operativa del numero unico dell’emergenza, viene per trasparenza integralmente allegato”.

La Regione fa comunque sapere che “è stato disposto dalla Direzione regionale Salute un audit clinico su tutta la gestione del soccorso, che ha sempre avuto un supporto ininterrottamente in lingua inglese, non appena concluso, l’audit, verrà reso noto”.

In ogni caso l’assessorato sottolinea come “attualmente il servizio del numero unico di emergenza dispone di traduzione in 16 lingue, compreso l’ucraino. Ai familiari della giovane purtroppo deceduta vanno le nostre profonde condoglianze”, conclude la nota regionale.


 


Anche dall’Ares 118 si escludono problemi di lingua durante il soccorso. “Non corrisponde assolutamente al vero che ci sia stato un problema di barriera linguistica con l’utente”, scrive in una una nota la direzione di Ares 118. “La chiamata – prosegue – è stata passata in centrale operativa 118 da parte del NUE 112 alle ore 15.41 (e i due minuti di audio integrali senza tagli sono stati resi disponibili dalla Centrale operativa del 112), con l’attivazione contestuale del servizio di interpretariato. Il personale di centrale ha dunque risposto alla chiamata dell’utente con l’interprete già in linea. Il triage telefonico è stato particolarmente approfondito ed è oggetto dell’audit da parte della Direzione regionale Salute i cui risultati verranno resi noti non appena disponibili. Dai tabulati in nostro possesso – conclude l’Ares – risulta che, dalla fine della chiamata all’arrivo sul posto di ambulanza e automedica, sono trascorsi 18 minuti. I mezzi sono stati correttamente inviati dove l'utente aveva riferito di trovarsi ma, all'arrivo sul posto, le equipe sanitarie non hanno trovato nessuno, dal momento che l'uomo aveva deciso autonomamente di spostarsi”.

04 Aprile 2022

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