Barilla: “Circa l’80% del grano usato per produrre la nostra pasta è italiano”
Circa l’80% del grano usato per produrre pasta Barilla in Italia è grano italiano
Siamo lieti che abbia deciso di trattare un tema complesso e delicato come l’origine delle materie prime in modo obiettivo, senza le ideologie che spesso caratterizzano l’argomento. In particolare apprezziamo i seguenti punti che sono riconosciuti nell’articolo de “Il Fatto Alimentare”:
– l’uso di materie prime italiane per la produzione della pasta non equivale a un attestato superiore del prodotto. Sin dai tempi storici, i grani usati per fare la pasta in territorio italiano sono stati anche di provenienza straniera.
– come per molte altre materie prime, la produzione nazionale di grano duro non è in grado di coprire il fabbisogno per l’Italia;
– come per molte altre materie prime (si pensi alla cioccolata o al caffè), la dicitura “Made in Italy” dipende dall’arte tutta italiana della trasformazione. Perché non dovrebbe essere legittima sulle confezioni di pasta, anche quando una parte del grano viene dall’estero?
L’obiettivo primario di Barilla è di garantire al consumatore la pasta di qualità migliore dal punto di vista del sapore e della sicurezza alimentare a un prezzo che non gravi sui bilanci delle famiglie. Fermo restando i punti sopra, Barilla cerca di usare quanto più possibile grano di provenienza locale per motivi di convenienza economica e sostenibilità ambientale (circa l’80% del grano usato per produrre pasta Barilla in Italia è grano italiano). All’inizio di quest’anno, il Gruppo Barilla ha firmato due accordi per valorizzare il patrimonio agricolo e ambientale italiano, uno di filiera e uno tra le filiere. Il primo, insieme alla Regione Emilia Romagna e le organizzazioni dei produttori di grano duro per 90mila tonnellate, punta a ottenere una materia prima di alta qualità dando premi agli agricoltori che forniscono il frumento migliore. Questo tipo di accordo è ormai giunto all’ottava edizione. Il secondo, con il leader nazionale dello zucchero CO.PRO.B, è un’intesa apripista in Italia che riprende metodi agricoli tradizionali, come la rotazione delle colture, per ottenere una terra più fertile, consentendo una resa migliore, costi minori per i produttori e un impatto ambientale più contenuto.
La pasta italiana è ottenuta con le miscele dei migliori grani del mondo, frutto di un’accurata selezione.
In merito all’indicazione dell’origine del grano sulla confezione di pasta, Barilla desidera sottolineare che se effettuata in modo sistematico essa pone, soprattutto in presenza di produzioni ingenti come le nostre, problemi applicativi piuttosto complessi. Nonostante tali difficoltà, insieme agli altri pastai ci stiamo interrogando da qualche tempo su come potremmo evidenziare che la pasta italiana è ottenuta con le miscele dei migliori grani del mondo, frutto di un’accurata selezione.
L’eventuale precisazione sull’origine del grano dovrà in ogni caso essere formulata tenendo conto dell’armonizzazione a livello comunitario delle regole sull’etichettatura dei prodotti alimentari che, come noto, sono direttamente applicabili in tutti gli Stati membri. In tal senso, siamo in attesa che si delineino le misure applicative al regolamento UE 1169/2011 sull’origine volontaria e obbligatoria dei prodotti alimentari, che chiariranno come effettuare tale indicazione nel rispetto della trasparenza verso il consumatore e stabilendo regole del gioco valide per tutti.
Ringraziandola per l’interessamento e il tentativo di fare chiarezza su una materia così attuale, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.
Luca Virginio
Group Communication & External Relations Director Barilla
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03 Febbraio 2014
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