Corruption in sanità. Questi dati sono una mazzata nello stomaco
Il dato potrebbe essere sovrastimato, come ammettono gli stessi ricercatori, ma neanche troppo. E quello che lascia tramortiti non è tanto quello sulla corruzione vera e propria stimata tra i 5,6 e i 6,4 miliardi a seconda degli studi (basti pensare che la Guardia di Finanza ha proprio ieri presentato il suo report 2013 dove risultano accertati e sanzionati in sanità 1mld di illeciti e quindi il dato reale è naturale che possa essere molto più alto), quanto i valori riportati dall’Ispe Sanità per sprechi e inefficienze, indipendenti da fenomeni corruttivi in senso stretto e indicati rispettivamente in 3,2 e 14 miliardi di euro.
Se questi dati corrispondessero alla realtà dei fatti (e secondo l’Ispe Sanità ci vanno molto vicini) vorrebbe dire che più del 20% della spesa sanitaria pubblica si potrebbe risparmiare e reinvestire per superare le tante accertate disparità assistenziali e gestionali da un capo all’altro della Penisola.
In questo senso la spending review di Cottarelli appare quasi una passeggiata. Il punto e il rischio che vediamo nella pubblicizzazione di questi dati in un momento così delicato per la nostra economia e per la necessità di usare bene ogni euro a nostra disposizione, è quello che possa prevalere la mannaia sul ragionamento. E’ bene quindi tenere sempre presente che la nostra spesa sanitaria pubblica resta tra le più basse d’Europa”nonostante” tutti questi sprechi (illegali o frutto di cattiva gestione quasi poco importa) e che anche per questo i livelli di assistenza sanitaria non sono certo d’eccellenza in tutto il Paese.
E allora si estirpi corruzione, malaffare incapacità gestionali e quant’altro ma per mettere le risorse che ne deriveranno in pratiche, atti e programmazione di una sanità finalmente all’altezza e realmente accessibile a tutti allo stesso modo.
C.F.
15 Aprile 2014
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