Cosa fa il Css. Le norme istitutive e i compiti
La sua rilevanza si consolida con la fondamentale legge di unificazione amministrativa del 20 marzo 1865, che, assieme ad un corpo organico di ulteriori norme, influirà in maniera determinante sulla legislazione successiva, con effetti che si snodano attraverso il periodo del Regno d'Italia e perdurano anche nell'ordinamento della Repubblica. Il contributo del Consiglio Superiore della Sanità, guidato da Presidenti di alto valore tecnico-scientifico e civile accompagna l'evoluzione del nostro Paese fino ai giorni nostri.
Il Consesso è articolato in cinque sezioni che si occupano delle varie tematiche di natura sanitaria e sociale.
L'organizzazione e il funzionamento del Consiglio Superiore di Sanità sono disciplinati da una apposita normativa, costituita dal decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 266 e dal decreto ministeriale 6 agosto 2003 n. 342 che definiscono un assetto coerente con l'evoluzione sociale ed economica intervenuta nel frattempo.
In base al Regolamento di organizzazione del Ministero della salute emanato con il DPR 108 dell’11 marzo 2011, inoltre, è la Direzione generale degli organi collegiali per la tutela della salute a svolgere attività di Segreteria e altre attività di supporto al funzionamento del Consiglio superiore di sanità, per le attività di competenza del Consiglio superiore di sanità, cura i rapporti con gli altri dipartimenti e direzioni generali del Ministero, l'Istituto superiore di sanità, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali e l'Agenzia italiana del farmaco.
A modificare ulteriormente la composizione del Css è poi intervenuto il Dpr 44 del 2013 che ha previsto una riduziuone dei mebri nominati dal ministro della salute e l'inserimento di nuovi membri di diritto.
10 Settembre 2013
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