De Biasi (PD): “Revisione figura medica non può significare la sua marginalizzazione”
"La revisione della figura medica – ha detto – non può certo significare una sua marginalizzazione", sottolineando come sia "urgente il riconoscimento delle Professioni sanitarie". "Si sta discutendo in queste ore alla Camera il testo sulla responsabilità, mi pare che sia nelle intenzioni inserire nella legge di stabilità almeno la parte che riguarda la responsabilità civile, credo che sia opportuno". C'è il rischio, ha osservato, che "il Patto per la Salute Rimanga sulla carta se non riconduciamo a un solo punto l'azione su appropriatezza e responsabilità".
"Se vogliamo salvaguardare l’universalismo del Servizio Sanitario Nazionale abbiamo bisogno di ridefinirne i parametri, di ricollocarlo nel nuovo rapporto fra ospedale e territorio in una logica di revisione della spesa che non sia penalizzante delle professioni". In questo senso, ha aggiunto "lavoreremo per il riconoscimento delle professioni sanitarie".
“Noi punteremo nella legge di stabilità per l’istituzione dei Lea e del nomenclatore – ha proseguito -. E l’aumento di un miliardo credo che andrà in quella direzione.
Una battuta anche sul regionalismo sanitario. “Non è possibile andare avanti con 21 sistemi sanitari differenti. Lo diciamo da sempre. È giusta la prossimità ma non è giusto che ci siano differenze tra le Regioni così ampie da arrivare alla disuguaglianza. Stato e Regioni devono collaborare ma anche le regioni tra di loro”. De Biasi non concorda però con le affermazioni del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin in merito “all’errore fatale” dell’aver affidato la sanità alle Regioni.
“Le Regioni sono state istituite nel 1970 e hanno fatto molto per una sanità vicina ai cittadini. È chiaro che c’è un’evoluzione e lo stesso titolo V va in questa direzione ma guai a pensare che lo stato possa occuparsi da solo del servizio sanitario nazionale. Abbiamo visto cosa è successo nel passato. Serve una collaborazione e magari che la Conferenza Stato Regioni sia meno un buco nero”.
21 Ottobre 2015
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