Ema: “Report ha ignorato informazioni fornite da Agenzia”
"La salute pubblica – affermano dall'authority Ue – è per l'Ema il primo e unico punto di riferimento". Per questo "deploriamo il fatto che nella recente trasmissione di Rai3 l'Ema non abbia avuto l'opportunita di rassicurare i più di 80 milioni di ragazze e giovani donne vaccinate contro il virus del Papilloma umano (Hpv), presentando la valutazione scientifica riguardante una potenziale associazione con due sindromi, Pots (tachicardia posturale ortostatica) e Cprs (sindrome dolorosa regionale complessa)". Analisi che ha permesso di "escludere" una correlazione causale con i vaccini anti-Hpv. Ora "siamo quindi preoccupati – dicono dall'Ema – di dover constatare che in futuro vi saranno casi di giovani donne che non verranno vaccinate a causa di allarmismi infondati, e dovranno sopportare le sindromi descritte e anche passare attraverso la devastante esperienza di un cancro della cervice uterina che avrebbe potuto essere evitato".
"Il comitato dell'Ema preposto alla farmacovigilanza, il Prac – spiegano sempre all'Adn Kronos Salute dall'Agenzia europea del farmaco – ha valutato in modo approfondito tutti i dati disponibili, quelli pubblicati da ricercatori indipendenti, quelli derivati dagli studi clinici, e le segnalazioni dei pazienti. Inoltre l'Ema ha convocato ed ascoltato esperti in vaccini cardiologi, neurologi e di altre discipline in grado di contribuire alla discussione scientifica. Il Prac ha anche ascoltato pazienti e le loro famiglie che riportavano le proprie esperienze. I dati sono stati presi in considerazione con serietà ed in modo esauriente, in un dibattito che si è protratto per alcuni mesi. Nel confronto scientifico non sempre si raggiunge un'unanimità di opinione, come è stato dimostrato dalla presenza iniziale di diversi punti di vista nell'interpretare i dati. In questo caso l'unanimità è stata raggiunta, proprio in virtù della robustezza e completezza dell'evidenza valutata".
"Il compito dell'Ema – precisa l'ente regolatorio Ue – non è quello di mettere in discussione l'esistenza o meno dei sintomi presentati dalle giovani che li hanno riportati, ma quello di capire se questi sintomi siano o no in relazione con un trattamento che l'Ema ha autorizzato e sorveglia". Ebbene, "i dati disponibili consentono di escludere che i vaccini contro l'Hpv siano la causa di queste sindromi riportate in alcuni Paesi". "Rai3 – osservano dall'authority – ha dichiarato che l'evidenza dell'efficacia di questi vaccini sarà disponibile solo tra vent'anni". Invece "già adesso molti studi importanti ed estesi hanno dimostrato che le lesioni pre-cancerose causate dall'Hpv si sono ridotte fino al 90% in pochi anni dall'introduzione dei vaccini. Questi studi – conclude l'Ema – mostrano che i vaccini contro Hpv sono efficaci e sicuri".
18 Aprile 2017
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