Frattura collo del femore: intervento entro due giorni (media esiti Italia 40,16%)
L’esito osservato è l’intervento chirurgico entro 48 ore (differenza tra la data di intervento e la data del ricovero minore o uguale a 2 giorni) a seguito di frattura del collo del femore ed è attribuito alla struttura in cui è avvenuto il ricovero. (VEDI TABELLA)
L'analisi. I numeri ci descrivono una media nazionale ancora bassa: il 40,16 % dei ricoverati riesce infatti ad essere operato nei tempi previsti. Una percentuale che tuttavia mostra un netto miglioramento considerando che nel 2011 solo il 33,11% dei pazienti andava sotto i ferri entro i due giorni dal ricovero. Certo il margine di miglioramento è ancora ampio considerando che il processo assistenziale in questo caso è fortemente influenzato dalla capacità organizzativa della struttura, la quale può incidere fortemente sulla puntualità dell’intervento o sui ritardi nel processo di cura: basterebbe, infatti, riorganizzare la sala operatoria rendendola sempre disponibile, o considerare questo intervento sugli anziani come un codice rosso.
Comunque, ancora una volta si conferma che abitare al Nord, al Centro o al Sud Italia può fare veramente la differenza: nelle regioni del Nord e nel Centro più di otto pazienti su dieci entrano in camera operatoria nei tempi previsti. Un trattamento che non ricevono quelli del Sud: la possibilità di essere operati entro le 48 ore è residuale. Un esempio su tutti l’ospedale di Venafro (Is) in Molise e quello di Cesarano, strutture pugliese in provincia di Lecce: nessuno dei pazienti ricoverati conquista la camera operatoria nei tempi ottimali. Stesso destino per i pazienti di altre 3 strutture della Puglia (al presidio ospedalierio di Grottaglie, al Teresa Masselli di Foggia e nell'Ao Ospedali riuniti di Foggia) e ben 5 in Campania (a Loreto Mare di Napoli solo il 2,1% dei pazienti viene operato): meno di 4 pazienti su dieci varcano la soglia della camera operatoria entro due giorni.
Percentuali lontanissime dai comportamenti virtuosi raggiunti invece dall’Ospedale Sant'Eugenio di Roma, che conquista il podio delle migliori strutture a livello nazionale: ben il 94,2% dei pazienti sale sul lettino operatorio entro i due giorni dal ricovero. Ed anche quelle registrate in Lombardia nella Clinica Poliambulanza di Brescia (93,3%) o in Toscana all’Ospedale Versilia (89,7%) e all'Ospedale SS Giacomo e Cristoforo a massa (84,8%). Ma non mancano le eccellenze in Sicilia, – regione che per quanto riguarda questo indicatore ha compiuto un percorso virtuoso – nell'Aou G. Martino (Me) viee operato entro due giorni l'86,9% dei pazienti.
02 Ottobre 2013
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Hantavirus. L'Iss fa il punto: "Rischio per l'Italia molto basso, ma attenzione ai roditori"

Hantavirus. Il focolaio sulla nave da crociera e l’Argentina come epicentro silenzioso di un'epidemia che uccide un malato su tre

Hantavirus. Dubbi sulle modalità di trasmissione. Nel 2020 uno studio argentino parlava di aerosol

Hantavirus. L’Oms aggiorna le indicazioni e stringe le maglie del monitoraggio: 42 giorni di sorveglianza attiva per i contatti ad alto rischio

Hantavirus. Il Ministero della Salute adotta il principio di massima cautela: 42 giorni di sorveglianza attiva per tutti i contatti ad alto rischio. Schillaci: “In Italia nessun pericolo”

Hantavirus. L'Iss fa il punto: "Rischio per l'Italia molto basso, ma attenzione ai roditori"

Medici di famiglia. Cambia la convenzione con nuovi obblighi organizzativi e dipendenza su base volontaria. Arriva la riforma Schillaci per far funzionare le Case della Comunità. Ecco la bozza

Hantavirus. Il focolaio sulla nave da crociera e l’Argentina come epicentro silenzioso di un'epidemia che uccide un malato su tre

Medici di famiglia. Ecco il testo della Riforma Schillaci. Arriva il doppio canale dipendenza-convenzione riformata, specializzazione universitaria e pediatra fino a 18 anni. Le novità

Intramoenia. Cresce uso del Cup per le prenotazioni. Ma su alcune visite e ricoveri resta il nodo del divario con il regime istituzionale