Giunta toscana autorizza ricorso alla Corte contro il decreto
“C'è un nucleo di diritti fondamentali e universali, che appartengono alla persona in quanto tale e ribaditi da più sentenze – spiegano il presidente Rossi e l'assessore alla presidenza Bugli – Quei diritti hanno a che fare con la sanità, che è competenza concorrente della Regione, e con le politiche sociali e la formazione, che della Regione sono competenze esclusive. Il decreto ostacola l'intervento volto al loro soddisfacimento e per questo ricorriamo. Abbiamo qualche perplessità che si possa fare. Con l'intervento della Corte Costituzionale quantomeno si farà chiarezza”.
Servirà forse un anno perché la Consulta si pronunci. La Toscana non è la sola Regione che ha deciso di ricorrere, pronta a farlo anche per quei Comuni che espressamente lo richiederanno, così come è loro facoltà in base alla legge La Loggia. Nell'attesa la giunta presieduta da Rossi ha però intanto presentato prima di Natale una proposta di legge, ora in discussione in consiglio regionale, che garantirà un ombrello per continuare ad offrire assistenza anche a chi è senza permesso di soggiorno e a chi l'assistenza la offre. Sono stati stanziati per questo due milioni.
Il presidente della Toscana spiega ai giornalisti in conferenza stampa di aver parlato anche con altri presidenti di Regioni e fa un appello alla razionalità e al cuore. Rammenta come la Consulta sull'assistenza sanitaria alle persone prive di permesso di soggiorno aveva già dato ragione alla Toscana ai tempi del governo Berlusconi. “Facciamo una battaglia su un fondamento di civiltà e la facciamo a testa alta”, rivendica.
Sottolinea poi "la paradossalità di una decreto che vorrebbe creare sicurezza ma crea fantasmi e insicurezza”, una vera "bomba sociale" per Rosssi, “che potrà forse aiutare qualcuno per le elezioni europee ma crea tanti e troppi problemi”. Pungola anche il governo sui rimpatri: “nel semestre di Salvini al governo meno che in quello precedente”.
E' la ricetta, dice, sbagliata: “occorre integrare e garantire più diritti, altrimenti si creano tensioni”. Ricorda poi la lettera al presidente del Consiglio Conte con cui il presidente della Repubblica Mattarella ha accompagnano l'emanazione del decreto Salvini, con quel richiamo puntuale agli ‘obblighi costituzionali e internazionali dello Stato che restano fermi, anche se non espressamente richiamati dal testo normativo, così come quanto disposto dall'articolo 10 della Costituzione o che discende da impegni internazionali”. E' la Costituzione che dice infatti che la condizione dello straniero è regolata in conformità a norme e trattati internazionali.
07 Gennaio 2019
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