Il dibattito: “Indicatori sanitari positivi, ma è allarmante la diseguaglianza territoriale”
La nota dolente è invece legata “all’enorme diseguaglianza territoriale che genere mastodontiche sproporzioni nell’erogazione delle prestazioni. E, di recente, si è affermato un altro pericoloso trend, cioè la forte emigrazione di massa dei nostri medici”. Non mancano poi rischi in chiave futura, “poiché la percentuale di bambini sovrappeso è la più alta in Europa – ha aggiunto Ricciardi – Questo è dovuto allo scarsissimo consumo di frutta e verdura e al record negativo per quanto concerne la mole di attività fisica. Altra criticità in aumento è l’assistenza ai disabili, che in alcune regioni si è praticamente azzerata”.
A livello finanziario, “nel 2011 e nel 2012 abbiamo registrato una drastica riduzione della spesa sanitaria pubblica – ha osservato Alessandro Solipaca, segretario scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane – In molti casi questa mancanza è stata colmata con l’aumento dell’erogazione della spesa sanitaria privata. Da sottolineare poi, tra gli elementi positivi, la diminuzione della mortalità per tumori e malattie cardiovascolari, grazie soprattutto al forte grado di innovazione tecnologica”. A gravare sul nostro Ssn “c’è invece un’allocazione dei finanziamenti assolutamente diseguale, che penalizza maledettamente il Sud e si riverbera anche sugli stili di vita”.
Un problema scandagliato con particolare attenzione dal rapporto è quello legato all’abuso di alcol. “L’impatto sociale e in termini di costi è drammatico – ha evidenziato Emanuele Scafato, direttore Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità – Nel complesso i consumatori a rischio sono diminuiti, ma l’esposizione si è polarizzata radicalmente e riguarda in maniera allarmante i giovani e gli over 65 che si configurano come categorie più deboli che in passato”. Ma il problema non è soltanto sanitario, poiché interessa fortemente l’impianto culturale. “Le politiche di prevenzione sono spesso imbrigliate da logiche di mercato e da modelli invasivi, poiché il peso del fattore commerciale è sempre più dirimente”.
Gennaro Barbieri
16 Aprile 2014
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