Il Saues boccia la risoluzione: “Da rifare. Sui criteri proposti per la copertura dei posti carenti dannosa sia per i cittadini che per gli operatori”
“In primo luogo – spiega Ficco -, l’indicazione ad assumere medici convenzionati nel servizio 118 richiede un percorso lungo, a nostro avviso, della durata quasi di un anno, tenuto conto che spetta alle AA.SS.LL. indire i corsi di formazione ex art.22 dell’ACN di Medicina Generale, espletarli e stilare la graduatoria per le assunzioni. Questo, a fronte di una esigenza imminente di coprire la grave carenza attuale di personale medico che si aggraverà ulteriormente nei prossimi mesi a seguito della collocazione in quiescenza di medici, del loro passaggio ad altri servizi e del veto imposto dalla stessa risoluzione del rinnovo dei contratti a termine che scadono il 31 dicembre c.a.”.
Inoltre, “la scelta di assumere convenzionati in E.T.-118 è dannosa sia per il servizio che per gli operatori sanitari in quanto nell’ambito della stessa Azienda e Postazione opererebbero medici convenzionati e dipendenti i cui compiti sono regolamentati da contratto di lavoro differenti (Cfr: Reperibilità, Ordini di servizio, Incarichi di subordinazione, etc.)”.
Ficco evidenzia, poi, come “le Aziende, inoltre, hanno la tendenza a conferire incarichi convenzionali a tempo determinato e quindi di precariato. Inoltre, gli incarichi a tempo indeterminato in regime di convenzione non garantiscono l’avanzamento di carriera o l’inquadramento nel ruolo sanitario”.
Per questo, “atteso che, allo stato attuale, le Aziende non riescono ad esperire alcuna soluzione per la copertura delle gravi carenze di personale medico del servizio 118 che purtroppo permangono”, il Saues invita la V Commissione Regionale “a riesaminare la questione onde superare le criticità sopra esposte e garantire il diritto al riposo diurno e settimanale del lavoratore, alla fruizione dell’aggiornamento professionale e ad evitare l’effettuazione di turni ‘massacranti’ in regime di straordinario per la copertura di quelli carenti di personale e, soprattutto, evitare la demedicalizzazione delle autoambulanze o la soppressione delle postazioni a danno del cittadino-utente, dei Pronto Soccorso ospedalieri e degli stessi operatori sanitari, esposti ad aggressioni a seguito dei ritardi negli interventi sanitari”.
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19 Ottobre 2018
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