Lo stress, da fattore di rischio ad elemento scatenante
In occasione del Congresso della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse) – Genova, 25 – 28 maggio 2016 – il simposio“È lo stress a causare la mia psoriasi? Le risposte biopsicosociali” ha valutato l’impatto dei disordini psichici sia come risposta al manifestarsi della psoriasi, sia come elemento eziopatogenico.
“La psoriasi è una malattia che può essere molto dolorosa e difficile da trattare, che ha un impatto significativo sulla vita del paziente, con comorbidità fisiche e psicologiche che esitano in una menomazione permanente. È quindi importante non solo curarla, ma interagire con il paziente affinché questi possa affrontarla al meglio, innalzando le proprie aspettative di qualità di vita”, ha commentato la moderatrice del simposio Aurora Parodi, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Ospedale San Martino di Genova.
“È proprio su questo aspetto che bisogna vigilare – ha ribadito Antonio Costanzo, ordinario di Dermatologia all’Università Humanitas di Milano – La psoriasi è una grave malattia cronica che, se non trattata, può esporre i pazienti ad un aumentato rischio di sviluppare altre gravi condizioni di salute, tra cui malattie cardiovascolari di una certa rilevanza. L’interleuchina IL-17A è una citochina che svolge un ruolo chiave nel sostenere l'infiammazione sottostante la psoriasi. I farmaci che si sono dimostrati più efficaci sono quelli che agiscono direttamente su questa citochina. Ad esempio, ixekizumab, nuovo trattamento biologico da poco approvato a livello EMA, si è dimostrato in grado di garantire ai pazienti la completa risoluzione delle lesioni psoriasiche in un’elevata percentuale di casi”.
Il legame fra stress e psoriasi sarebbe collegato al rilascio da parte delle terminazioni nervose di alcune molecole che, interagendo con le mast cells, portano ad un diretto aumento dell’infiammazione neurogenica. “In questo quadro, quindi, un approccio olistico al paziente, che integri biologia e medicina psicosociale, è fondamentale. – ha detto Anna Graziella Burroni, specialista in Dermatologia e Malattie Veneree dell’Ospedale San Martino di Genova e Presidente Sidep (Società Italiana Psicodermatologia) – Si deve costruire un rapporto basato sul dialogo Medico-Paziente con l’obiettivo di portare il malato ad un adeguato coping alla malattia”.
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10 Gennaio 2017
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