M5s: “Diritto ad aborto non garantito. Lorenzin che minimizza da che parte sta?”
“La politica e questo governo – prosegue la nota – sono ben consapevoli di quanto avviene e stanno volontariamente affossando la legge 194/78. In tal senso parole pronunciate rispetto alla sentenza dal ministro Lorenzin non ci sorprendono: minimizza la questione, parla di dati non aggiornati e afferma che non c’è alcuna violazione del diritto alla salute. Se così fosse, ci spieghi allora come definirebbe la situazione in Campania dove, a causa del blocco del turnover, non c’è la garanzia di avvicendamento rispetto ai medici non obiettori che vanno in pensione. Oppure, se questo diritto è davvero tutelato, il ministro della Salute spieghi perché continua ad essere pratico l’aborto clandestino, che la Legge 107 aveva l’obiettivo di sconfiggere. Ancora, cosa dice a proposito del fatto che molte donne donne, soprattutto giovanissime, invece di rivolgersi al personale medico preferiscono fare ricorso a pillole abortive acquistate on line?”.
“La sentenza del Consiglio d’Europa – continua il M5s – ci spiega che nel nostro Paese i medici obiettori ‘sono vittime di svantaggi lavorativi diretti e indiretti’. In sostanza: sui luoghi di lavori verrebbe fatto passare in modo strisciante il messaggio per cui essere non obiettori non sarebbe né gradito né vantaggioso. Per noi la 107 è una legge che deve assolutamente mantenuta, tutelata e ‘aggiornata’ , al fine di garantire veramente l'accesso ai servizi previsti a tutte quelle donne che vogliano usufruirne. Insomma, vanno contrastati i gruppi di potere che, partendo da finalità diverse, cercano di boicottare il diritto all’aborto . Un contrasto che, lo precisiamo, non è finalizzato a creare uno scontro tra posizioni ideologiche ma al rispetto della legge: perché quello nel quale viviamo è uno Stato laico, dove religioni e credo, pur legittimi, non possono ostacolare l'applicazione della legge”.
11 Aprile 2016
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