M5S: “Ha detto che farà un appello alle regioni: do una notizia a Meloni, le governano quasi tutte loro le regioni, si parlassero”
“Sulla sanità zero soluzioni, ha detto che farà un appello alle regioni: do una notizia a Meloni, le governano quasi tutte loro le regioni, si parlassero nel partito. Meloni non ha trovato 6 milioni per la prevenzione del tumore al seno. Faccio una domanda: ma un anno fa per farsi votare alle europee ci aveva detto che avevano trovato le soluzioni per abbattere le liste di attesa? Lo sa Meloni che in Sicilia si aspettano otto mesi per referto su un tumore?”. Lo dice Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, intercettato dall’Adnkronos mentre andava dal Senato alla Camera, sulla risposta della presidente Meloni sulla sanità data al premier question time.
“Siamo stufi di ascoltare le vergognose bugie di Giorgia Meloni sulla sanità. Anche oggi, davanti al Senato, la premier ha parlato a vanvera delle liste d’attesa, rivendicando il suo decreto elettorale varato un anno fa e attaccando le Regioni, peraltro in larga maggioranza del suo stesso colore politico. Regioni invece difese a spada tratta quando le faceva comodo, come durante la pandemia quando era tutto colpa del governo di allora. Se a Meloni non piace la gestione regionalista, può sempre riportare la sanità sotto il controllo centrale dello Stato attraverso una radicale revisione del Titolo V della Costituzione, come il Movimento 5 Stelle propone da anni. La premier, invece, preferisce spingere sulla riforma spacca Italia dell’Autonomia differenziata e scaricare il barile sulle amministrazioni regionali, colpevoli a suo dire di non spendere a dovere le risorse che il governo assegna loro. Ma quali risorse? In quel decreto fuffa non c’era un euro e a distanza di un anno il flop è sotto gli occhi di tutti. Come sempre, quando si trova a dover giustificare le sue inadeguatezze, Meloni si rifugia nel suo classico repertorio: menzogne e vittimismo, alla disperata ricerca di qualcuno a cui dare la colpa dei suoi fragorosi fallimenti”. Lo scrivono in una nota congiunta i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Affari Sociali di Camera e Senato.
07 Maggio 2025
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