Malavasi (Pd): “Si faccia presto”
Finalmente, dopo un anno di attesa, è arrivata la risposta del governo alla nostra interrogazione sulle iniziative per aggiornare le Linee guida del 2015 sulla legionellosi. Il progredire delle conoscenze impone, infatti, l’esigenza di una revisione e aggiornamento di questo importante documento. Per questo, abbiamo accolto con favore la notizia che il Ministero della Salute insieme all’Istituto Superiore di Sanità stiano lavorando in questa direzione ma non possiamo non notare che la stessa risposta fu data nel 2019, sempre a un’interrogazione del Pd. Dunque è importante che i lavori procedano ma chiediamo che si faccia presto: ormai sono trascorsi quasi 10 anni.
La novità più recente riguarda l’adozione del decreto legislativo 23 febbraio 2023, n.18 grazie al quale è stata recepita la direttiva Ue 2020/2184, che ha apportato alcune modifiche nei controlli della qualità dell’acqua destinata al consumo umano. Tale direttiva si prefigge obiettivi importanti e condivisibili: ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza idrica, garantire un maggior livello di protezione dell’ambiente e della salute dagli effetti nocivi derivanti dalla contaminazione, oltre a garantire l’accesso all’acqua potabile in tutta l’Unione Europea.
Il problema è che la legionella si trasmette per via aerea e interessa -in particolare- i soggetti immunodepressi, maggiormente esposti a rischio. È necessario che la prevenzione di questa patologia coinvolga tutte le strutture sanitarie, sportive, turistiche, alberghiere, scolastiche, e relativi ambienti di lavoro in un paese che, purtroppo, non mostra grande efficienza nella manutenzione. In tal senso, sarebbe importante fare controlli appropriati e valutazioni accurate sulla formazione dei tecnici del settore, degli amministratori di condominio e dai responsabili delle strutture.
A ciò si aggiunga che stiamo assistendo a un incremento dei casi: i dati sono noti e la recente presentazione del Libro Bianco sulla Legionellosi, a cura dall’Università di Roma “Foro Italico”, ha messo in evidenza ulteriori elementi di criticità.Nel nostro Paese i casi sono in aumento del 14% rispetto agli anni precedenti, pur essendo l’Italia piuttosto attiva nell’adozione di misure preventive. È del tutto evidente che serve aggiornare il quadro normativo: se ottimizzassimo le misure preventive rendendole più sostenibili sia dal punto di vista ambientale sia da quello economico potremmo risparmiare oltre 100 milioni di euro in dieci anni. Fondi che potrebbero essere utilizzati per priorità di sanità pubblica.
Quindi auspichiamo che il governo sia in dirittura d’arrivo: è urgente revisionare le linee guida per recepire le novità scientifiche e valutare tutti i possibili miglioramenti delle politiche sanitarie per la prevenzione di questa patologia.
Ilenia Malavasi
Deputata del Pd della commissione Affari sociali
05 Luglio 2024
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