Messina (FederAnziani): “No a fascia C fuori dalle farmacie, un pericolo per gli anziani”
FederAnziani non ci sta e rifiuta categoricamente l’ipotesi di consentire la vendita dei farmaci di fascia C (a carico del cittadino) anche nelle parafarmacie inclusa nel “pacchetto” liberalizzazioni. E si dichiara pronta a dare battaglia per salvaguardare il ruolo di garanzia delle farmacie e impedire che la salute degli anziani sia affidata alle politiche di marketing.
“Siamo convinti che se si andasse verso la liberalizzazione della vendita dei farmaci – ha detto Roberto Messina, Presidente di FederAnziani – il mercato non farebbe che aumentare la pressione di marketing verso i soggetti più fragili, con la conseguenza che ammaliati dalle offerte’, tutti assumeremmo più farmaci, aumenterebbero le reazioni avverse, e di conseguenza i ricoveri con conseguenti decessi, ovviamente tutto a carico dello Stato”.
Le farmacie in Italia, ricorda FederAnziani, rappresentano un punto di riferimento per la popolazione, in particolare per i 12 milioni di over 65 e, tra questi, per l’82,6%, più di 9 milioni di persone, affetti da almeno una patologia cronica. “Spero il Governo sappia – prosegue Messina – che gli anziani rappresentano, come ci ricorda l’Osmed, il 66% dei assuntori di farmaci ed è perciò doveroso che la loro voce sia ascoltata quando si tratta di prendere decisioni in materia. Ricordiamo al Governo che da recenti sondaggi risulta che le farmacie rappresentano un punto di riferimento nel territorio per l’88% della popolazione, sono dispensatrici di buoni consigli per la stessa percentuale di cittadini, e infine sono considerati un fondamentale supporto alla relazione medico-paziente dall’81% della popolazione.
I farmaci, aggiungono “non sono né caramelle, né una merce come le altre: hanno una loro vita e una scadenza, un loro processo del ‘freddo’, di conservazione e, se assunti dopo la data indicata, potrebbero causare effetti collaterali rischiosissimi per la salute dei cittadini”.
Per questo, a nome dei 3,5 milioni di aderenti alla nostra federazione, facciamo appello al Ministro dello Sviluppo Economico Guidi affinché faccia un passo indietro, restando a disposizione per un incontro qualora volesse confrontarsi con i pazienti su questa materia. In ogni caso chiariamo sin da ora che non accetteremo alcuna liberalizzazione nelle zone rurali, per nessun motivo, poiché ci sono aree del nostro Paese in cui le farmacie rurali rappresentano l’unico baluardo per la salute del paziente, e un provvedimento di questo tipo rischia di farle chiudere lasciando i pazienti praticamente soli.
06 Febbraio 2015
© Riproduzione riservata
Ultime analisi e review da QS Pro Gold
I più letti

Aritmie atriali e anticoagulazione personalizzata: diagnosi, rischio e terapie. Scarica la nuova Intelligence Review

Caregiver. Via libera della Camera: riconosciuta la figura, arrivano contributo economico e tutele

Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novità

Russia. Polmonite fulminante e sospetto di peste: cosa sappiamo e cosa no

Medici di famiglia. Niccolò Biancalani è il nuovo segretario della Fimmg: “Basta burocrazia e carichi di lavoro insostenibili. Le Case della comunità non diventino guardie mediche diurne”

Da Ema via libera a 12 nuovi farmaci. Tra questi il primo trattamento orale per l'acne inversa

Contratto medici e dirigenti sanitari 2025-2027: è fumata bianca, sì alla preintesa. Fino a 560 euro al mese, salgono specificità e incarichi. Più tutele su orari, ferie e aggressioni. Ecco le novità

Contratto medici e dirigenti sanitari. Obiettivo chiudere entro ottobre. Aumenti fino a oltre 380 euro, indennità ferie e nuove regole sull’extra orario. Ma sui fondi la partita è ancora aperta

Ecco i migliori ospedali specializzati al mondo 2027 per Newsweek. Italia protagonista: dal Gemelli al Bambino Gesù, Ieo, Monzino, Besta e Rizzoli

Arrivano i nuovi Lea. Via libera a 800 nuove prestazioni e servizi: dalla Sma ai test prenatali, ecco le novità. Schillaci: “Ssn più equo e moderno”