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Qual è il nesso tra malattie e rifiuti urbani non correttamente smaltiti?
Qual è il nesso tra malattie e rifiuti urbani non correttamente smaltiti?
“Quando si affronta questo tema è d’uopo innanzitutto differenziare i rifiuti urbani di origine domestica dai rifiuti speciali di origine industriale, pericolosi e non, gli impianti a norma dagli impianti non a norma e dagli abbandoni di rifiuti, gli impianti di incenerimento di nuova generazione a basso impatto ambientale da quelli di vecchia generazione a più alto impatto ambientale, in quanto l’intensità e modalità dell’esposizione può essere sostanzialmente differente”, spiegano
Faverin (Cisl Fp): “Subito un piano di riordino dell’intero sistema regionale per garantire cure e posti di lavoro”
Faverin (Cisl Fp): “Subito un piano di riordino dell’intero sistema regionale per garantire cure e posti di lavoro”
La Cisl Fp è “preoccupata” per la situazione della sanità laziale e chiede un piano di riordino dell’intero sistema regionale. “Un piano che riorganizzi il sistema di prevenzione, cura e assistenza e che metta fine alla mala gestione degli ultimi decenni, garantendo appropriatezza dei servizi e valorizzazione delle professionalità”, ha sottolineato il segretario generale della Cisl Fp Giovanni Faverin. A partire dalle strutture del gruppo Idi-San Carlo dove i lavoratori
Cuozzo (Ugl): “Tutti i sindacati sostengano la protesta dell’Idi”
Cuozzo (Ugl): “Tutti i sindacati sostengano la protesta dell’Idi”
“E’ stato un segnale davvero importante la presenza del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, all’assemblea dei lavoratori dell’Idi, così come lo è stata quella del nostro leader, Giovanni Centrella, dimostrata in diverse occasioni con appelli rivolti alle autorità nazionali e locali e con la partecipazione alle proteste. Sarebbe importante se anche gli altri segretari generali decidessero di dare seguito a iniziative simili”. Ad affermarlo il segretario dell’Ugl Sanità Roma
Prevenzione ed esami di lavoratorio
Prevenzione ed esami di lavoratorio
“Anche per il rimodellamento dell’attività di Medicina di laboratorio, valgono le regole della ricerca di maggior efficienza, appropriatezza organizzativa ed efficacia produttiva”. Così una nota della Regione Toscana spiega il progetto di riorganizzazione dei servizi di Medicina di laboratorio all’interno della delibera approvata per la riorganizzazione dell’intero sistema sanitario regionale. Ed anche in questo caso, il progetto “dovrebbe permettere di conseguire vantaggi sul piano organizzativo ed economico, migliorare la qualità
Emergenza urgenza
Emergenza urgenza
L’emergenza urgenza “è un capitolo fondamentale” nel riordino del sistema sanitario regionale della Toscana. La novità più rilevante sarà la Centrale unica 118 di Area Vasta: dalle attuali 12, una per ogni Asl, le centrali operative dell’emergenza urgenza passeranno a 3, una per ciascuna Area Vasta: Centro, Nord Ovest, Sud Est. “Ma – spiega una nota della Regione - sarà riorganizzata anche l’intera rete territoriale dell’emergenza urgenza e sarà standardizzato
Assistenza ospedaliera
Assistenza ospedaliera
“In ospedale solo se necessario, nel segno dell’appropriatezza”. È questo lo slogan della Toscana per il futuro della sanità ospedaliera prevista nella delibera di riorganizzazione della sanità regionale. Obiettivi: migliorare l’efficienza di funzionamento degli ospedali toscani e aumentarne l’appropriatezza di utilizzo. Insomma, in ospedale quando è necessario, nel posto giusto e per il tempo necessario, con qualità presente ovunque.
Tra le soluzioni indicate nella delibera: segmentare il bisogno chirurgico garantendo un
Assistenza territoriale
Assistenza territoriale
La popolazione invecchia, le malattie croniche aumentano, e le risposte non possono che venire da un rafforzamento dell’assistenza sul territorio. E dunque la delibera della Regione Toscana per la riorganizzazione del sistema sanitario regionale assegna un ruolo chiave ai medici di medicina generale (MMG), i medici di famiglia, che sono, e saranno ancora di più, attori protagonisti della rete di assistenza. Saranno loro a svolgere, attraverso le diverse forme organizzative
Nicolais (Cnr): “Ha rappresentato un pezzo di storia italiana, a livello scientifico e umano”
Nicolais (Cnr): “Ha rappresentato un pezzo di storia italiana, a livello scientifico e umano”
“La comunità scientifica ha perso un autorevole esponente che, nella sua lunga e intensa vita, ha testimoniato con straordinaria lungimiranza e fermezza il valore e l'importanza della ricerca scientifica”, ha dichiarato il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Luigi Nicolais, commentando la morte della scienziata italiana. “A lei dobbiamo tanto. Ha sostenuto, formato, entusiasmato, generazioni di giovani talenti, abbattuto pregiudizi, liberato energie, spianato percorsi, fatto della ricerca scientifica un baluardo
Lo screening colorettale
Lo screening colorettale
Secondo i dati pubblicati su Epidemiologia e Prevenzione, a fine 2010 erano presenti 105 programmi di screening colorettale, di cui 9 attivati proprio nel corso dell’anno, per un’estensione su scala nazionale dello screening pari al 65% della popolazione eleggibile di età compresa tra i 50 e i 69 anni. In dodici Regioni e nella Provincia autonoma di Trento gli screening sono estesi a tutta la popolazione bersaglio, mentre nell’Italia del
Lo screening cervicale
Lo screening cervicale
Nel 2010 l’estensione nominale dei programmi di screening organizzati ha superato l’80%, anche se l’aumento è stato molto ridotto e c’è stata un’ulteriore lieve riduzione al Nord. Mentre l’attivazione sta progressivamente completandosi al Sud e Isole (con l’eccezione della Sicilia, ancora poco sopra il 50%), la quota di popolazione italiana non inclusa in programmi organizzati è soprattutto il risultato di un’attivazione molto ridotta o assente in alcune Regioni del Nord








