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Dal biotech ai farmaci orfani. I punti di forza dell’industria farmaceutica italiana
Dal biotech ai farmaci orfani. I punti di forza dell’industria farmaceutica italiana
Dal biotech ai farmaci orfani. I punti di forza dell’industria farmaceutica italiana
L’Italia del farmaco ha molti punti di forza. Nel farmaco biotech. Le oltre 200 aziende nel Paese, che dal 2010 hanno aumentato gli investimenti in R&S del 40%, sono una realtà consolidata. Investono in R&S quasi 700 milioni, con circa 300 progetti di ricerca. Nelle Terapie Avanzate: 3 su 6 di quelle attualmente autorizzate in Europa sono nate dalla R&S in Italia.   Nei vaccini.L’Italia è un hub internazionale di ricerca e produzione, con una solida
Lombardia sempre al top
Lombardia sempre al top
Lombardia sempre al top
Le imprese del farmaco confermano il loro radicamento territoriale. Al Nord e al Centro con poli industriali leader in Europa. Ma anche al Sud, con tante aziende italiane e internazionali e città in cui la farmaceutica è leader in produzione ed export.   Lombardia: prima regione farmaceutica e biotech in Italia. Conta 28.400 occupati diretti, ai quali si aggiungono i 17.600 dell’indotto.   Lazio: seconda regione per numero di occupati e prima per export
Crescono investimenti e occupazione, soprattutto giovanile
Crescono investimenti e occupazione, soprattutto giovanile
Crescono investimenti e occupazione, soprattutto giovanile
Le imprese del farmaco nel 2017 hanno investito 2,8 miliardi (1,5 in ricerca, 1,3 in impianti produttivi). Valore cresciuto del 3% dall’anno precedente e di oltre il 20% dal 2012.   Segno “+” è stato registrato anche sul fronte occupazionale. Gli addetti nel 2017 hanno raggiunto quota 65.400 (93% a tempo indeterminato), 1.000 in più rispetto al 2016. E nell’ultimo triennio le assunzioni sono state 6.000 ogni anno.   Gli addetti farmaceutici negli ultimi
Il boom dell’export come motore della crescita
Il boom dell’export come motore della crescita
Il boom dell’export come motore della crescita
“La crescita della produzione negli ultimi 10 anni è stata determinata al 100% dalle esportazioni” evidenzia Farmindustria.   “L’Italia – si precisa -  ha segnato il maggiore incremento dell’export farmaceutico -  che, tra l’altro, è anche il più alto di tutti i settori del Paese - tra i Big Ue negli ultimi 10 anni (107% complessivo rispetto a 74%).  Un export che è cresciuto dal 1991 al 2017 di 15 volte, passando da
Italia scalza la Germania e diventa primo produttore in Europa
Italia scalza la Germania e diventa primo produttore in Europa
Italia scalza la Germania e diventa primo produttore in Europa
L’Italia è il primo produttore farmaceutico dell’Unione Europea. Dopo anni di inseguimento il bel Paese ha superato la Germania con una produzione di 31,2 miliardi, contro i 30 dei tedeschi. Un successo dovuto al boom dell’export che oggi sfiora i 25 miliardi.   “L’industria farmaceutica in Italia – scrive Farmindustria - rafforza così il suo ruolo strategico per la crescita del Paese. Un primato che si deve in primo luogo a risorse
40 anni di Ssn e di…Farmindustria. Com’è migliorata la salute degli italiani
40 anni di Ssn e di…Farmindustria. Com’è migliorata la salute degli italiani
40 anni di Ssn e di…Farmindustria. Com’è migliorata la salute degli italiani
“Dal 1978 a oggi gli italiani hanno guadagnato circa 10 anni di vita, grazie allo straordinario impegno nella prevenzione, all’attenzione agli stili di vita, ai progressi della scienza medica. E al lavoro di ricercatrici e ricercatori delle imprese farmaceutiche in tutto il mondo”, si legge in una nota.   “Il 1978 è stato un anno cruciale per la Sanità italiana perché nasce il Servizio Sanitario Nazionale- un’eccellenza europea -.  Ed è l’anno
Onotri (Smi): “Contenti per attenzione della ministra Grillo per sanità campana”
Onotri (Smi): “Contenti per attenzione della ministra Grillo per sanità campana”
Onotri (Smi): “Contenti per attenzione della ministra Grillo per sanità campana”
"Siamo contenti dell'attenzione riservata dal ministro alla situazione campana. La Campania sconta cone tutte le regioni del Sud un gap strutturale che si traduce in meno sanità e meno diritti.  Da una regione tristemente famosa per la terra dei fuochi e le sue vittime innocenti , però più bambini, speriamo riparta un riscatto per la sanità pubblica Sanità italiana sino ad oggi assicurata da una medicina di eccellenza come quella della cardiochirurgia
De Luca: “Indegno quanto accaduto, Asl intervenga con il massimo rigore”
De Luca: “Indegno quanto accaduto, Asl intervenga con il massimo rigore”
De Luca: “Indegno quanto accaduto, Asl intervenga con il massimo rigore”
“Ci sono livelli di imbecillità che è difficile prevedere sulla faccia della terra”. È quanto ha affermato Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, sulla chiusura dell’unità operativa di Chirurgia vascolare dell’Ospedale del Mare.   “Ho sentito il direttore generale della Asl che sta ovviamente seguendo una procedura prevista dal contratto – ha affermato – e mi sono permesso di dirgli di non perdere un minuto di tempo e di adottare il massimo
Sileri e Castellone (M5S): “Chi sbaglia deve pagare”
Sileri e Castellone (M5S): “Chi sbaglia deve pagare”
Sileri e Castellone (M5S): “Chi sbaglia deve pagare”
"Basta usare la sanità come fosse un portafoglio privato di politici e dirigenti. Quanto accaduto all'Ospedale Del Mare a Napoli con la sospensione delle attività per poter partecipare alla festa del primario non è il primo caso di disservizio a cui assistiamo, ma da oggi chi sbaglia pagherà". Così, in una nota congiunta, il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri, del MoVimento 5 Stelle, e la