Romani (Idv): “Legge non abbassa impegno medici”
"Che tipo di vita – si chiede il parlamantare – si può garantire a una persona che è in stato vegetativo? La legge deve sancire in modo chiaro che la volontà del paziente è vincolante, ma è bene ricordare che un medico non è mero esecutore della volontà del paziente". Romani ha quindi voluto sottolineare che "una cosa di cui non si parla, ma che questa legge prevede, è il fatto che ogni persona può anche chiedere l'opposto, ovvero che si continui a mantenerla in vita anche se in stato vegetativo. Vale la pena ricordare che sempre più spesso si ricorre a pratiche compassionevoli e clandestine con aumento delle sofferenze per il paziente e con rischi giudiziari per chi le adotta".
"Questa legge – spiega ancora Romani – è nata per evitare dolore e sofferenze quando non c'è più speranza. L'obiettivo è di dare dignità alla vita, non facilita la morte di nessuno nè diminuisce l'impegno e la dedizione dei medici. È giusto, però, guardare in faccia la realtà e dire che il dolore esiste. Credo che due concetti siano fondamentali: – conclude il senatore Idv – la medicina deve essere unica e integrata in ogni branca e che il benessere di una persona può cambiare a seconda del paziente".
06 Dicembre 2017
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