Schillaci: “In manovra aumenteremo stipendi di medici e infermieri”
Più risorse per il Servizio sanitario nazionale, un rafforzamento dell’assistenza ai pazienti fragili, nuove misure per affrontare la carenza di infermieri e un intervento sulle Case della Comunità. Sono queste alcune delle priorità illustrate dal ministro della Salute, Orazio Schillaci, in un’intervista pubblicata oggi da La Stampa, nella quale anticipa le linee guida della prossima legge di Bilancio.
Sul fronte del finanziamento della sanità, Schillaci conferma che il confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è già iniziato. Pur senza indicare cifre precise, il ministro assicura che l’obiettivo del Governo è continuare a investire nel Servizio sanitario nazionale, evitando una riduzione del rapporto tra spesa sanitaria e Pil.
Tra le priorità indicate figurano una migliore retribuzione di medici e infermieri, nuove assunzioni nelle aree più carenti, il finanziamento del nuovo Piano sanitario nazionale – che manca da circa vent’anni – e maggiori investimenti negli ospedali di terzo livello e nei centri di eccellenza. Schillaci annuncia inoltre un rafforzamento degli interventi dedicati alla salute mentale, alla prevenzione e all’assistenza dei pazienti affetti da Alzheimer.
Infermieri, accordo con l’India
Uno dei temi centrali dell’intervista riguarda la cronica carenza di personale infermieristico. Per il medio-lungo periodo il ministro punta ad aumentare l’attrattività della professione attraverso incentivi economici e di carriera e l’ampliamento dei posti universitari. Nell’immediato, però, il Governo guarda anche all’estero.
“Abbiamo chiuso un accordo con l’India per semplificare il riconoscimento dei titoli, favorire la formazione linguistica e istituire canali di reclutamento più strutturati tra i due Paesi”, afferma Schillaci.
Il ministro respinge inoltre le critiche sulla programmazione degli accessi ai corsi di laurea in Infermieristica, ricordando che i posti disponibili sono passati da circa 16 mila nell’anno accademico 2020-2021 agli oltre 25 mila previsti oggi, aggiungendo che, se necessario, il Ministero dell’Università potrà aumentarli ulteriormente.
Case della Comunità: campagna informativa e 235 milioni per diagnostica e specialistica
Ampio spazio anche al futuro delle Case della Comunità, sulle quali Schillaci riconosce la necessità di una maggiore conoscenza da parte dei cittadini.
Per questo il Ministero finanzierà una campagna nazionale di comunicazione con l’obiettivo di promuovere queste strutture come punto di riferimento per la presa in carico dei pazienti cronici e per alleggerire la pressione sui pronto soccorso.
Sul piano operativo, il ministro annuncia l’intenzione di favorire l’erogazione di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche direttamente nelle Case della Comunità, incentivando gli specialisti ospedalieri attraverso prestazioni aggiuntive.
Schillaci ricorda inoltre di aver sbloccato 235 milioni di euro, stanziati prima della pandemia ma mai utilizzati, che saranno destinati in parte alle Case della Comunità e in parte agli studi dei medici di medicina generale per l’acquisto di apparecchiature diagnostiche, come ecografi, spirometri ed elettrocardiografi.
Rsa e non autosufficienza
Tra gli interventi annunciati figura anche una revisione dei criteri di accesso alle Rsa.
Secondo il ministro sarà necessario introdurre un Isee sanitario più evoluto, capace di considerare non soltanto reddito e patrimonio, ma anche la composizione del nucleo familiare e il livello di disabilità dei suoi componenti. Parallelamente, Schillaci propone di rafforzare il ruolo delle Rsa pubbliche e di rendere più rigoroso il sistema di accreditamento e controllo delle strutture private.
Particolare attenzione viene dedicata ai caregiver familiari, definiti “l’architrave invisibile del nostro welfare”. A loro sostegno il ministro annuncia che nel 2027 il Fondo per la non autosufficienza supererà il miliardo di euro, con l’obiettivo di rafforzare l’assistenza domiciliare e le reti territoriali di supporto sociale e sanitario.
Farmaci, revisione del prontuario
Nel corso dell’intervista Schillaci torna infine sul tema della governance farmaceutica, ribadendo l’intenzione di procedere a una revisione del prontuario nazionale eliminando i medicinali più datati e meno efficaci per favorire l’ingresso delle terapie innovative.
29 Luglio 2026
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