Scotti (Fimmg): “Ottimo risultato del Ministro Lorenzin. Ora più importante coinvolgere i medici di famiglia”
“Ma ora ancora di più sarà importante coinvolgere i medici di famiglia, che per lo stretto contatto con i propri assistiti potranno recuperare la consapevolezza dei genitori delle coorti di età non coinvolte – prosegue Scotti -. Sarà bene in futuro anche superare la dicotomia tra vaccini obbligatori e non, che lascia percepire esistano immunizzazioni di serie B, quando invece i vaccini sono sempre essenziali alla tutela della salute pubblica".
“Ci auguriamo – sottolinea Scotti – che in sede di conversione in legge del decreto sia dato ascolto ai numerosi appelli delle società scientifiche fatti in questi giorni sul tema e che il ministro Lorenzin ha sostenuto in sede di Consiglio dei Ministri. Ora, però, è tempo di rimboccarsi le maniche per evitare rischi di epidemia, già in corso per il morbillo, che sta coinvolgendo nel 50% dei casi soggetti adulti. Per raggiungere un livello di copertura ottimale del 95% della popolazione occorrerà somministrare circa un milione di vaccini e richiami, un impegno che non può prescindere dalla rete capillare degli studi dei medici di famiglia, fino ad oggi coinvolti solo nella campagna vaccinale contro influenza e pneumococco”.
“Il nostro ruolo potrebbe invece essere determinate per un recupero di fiducia verso la pratica vaccinale. Ma per questo -sottolinea Scotti- è necessario che il medico di famiglia sia messo nelle condizioni di prendere in carico sia gli assistiti da vaccinare che le famiglie dei minori, aumentando le informazioni e la consapevolezza di una pratica che appaia il meno possibile un obbligo coercitivo e sempre di più un diritto consapevole”.
“In tal senso –conclude Scotti- è auspicabile che la Conferenza delle Regioni produca un nuovo atto di indirizzo per l'ACN della medicina generale che, oltre ai numerosi temi ormai più volte dichiarati come il ricambio generazionale e le politiche per l'accesso rapido dei giovani alla professione, dia ruolo e responsabilità ai medici di famiglia italiani sul tema delle pratiche e coperture vaccinali e sul coordinamento informativo tra noi, i pediatri di famiglia e i servizi di prevenzione vaccinale. Solo così eviteremo paradossi come quello accaduto in Lombardia dove la necessità di un accordo regionale non permette ai medici Fimmg di partecipare alla campagna per il meningicocco a favore dei propri assistiti. Forse solo così si comprenderà che proprio partendo da un tema come le vaccinazioni si possa creare il giusto gioco di squadra tra attori diversi che è la base per una vera riforma dell'assistenza territoriale ovvero quella fatta con i professionisti e non sui professionisti".
19 Maggio 2017
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