Aggressione medico a Napoli. Anaao Assomed: “La sicurezza non è un optional”

Aggressione medico a Napoli. Anaao Assomed: “La sicurezza non è un optional”

Aggressione medico a Napoli. Anaao Assomed: “La sicurezza non è un optional”

Il segretario Di Silverio denuncia organici ridotti, pronto soccorso sotto pressione e aggressioni ormai diventate una “normalità criminale”. Anaao chiede telecamere attive 24 ore su 24, presidi stabili di polizia e percorsi giudiziari più rapidi. “Senza interventi immediati, in autunno saremo costretti a fermarci”.

 “Un altro medico aggredito, un altro professionista che, invece di curare, si è dovuto difendere. È accaduto ancora una volta e questa volta al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Aou Federico II di Napoli, dove un collega è stato aggredito verbalmente e fisicamente da un parente di una paziente in attesa di cure. Un episodio che si aggiunge a una lista sempre più lunga, e che l’Anaao Assomed denuncia con la massima fermezza”.

Così il Segretario Nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio: “Non è più tollerabile – commenta – ogni settimana riceviamo segnalazioni di colleghi minacciati, spintonati, insultati, colpiti. Medici e infermieri sono chiamati a lavorare sotto assedio, in corsie e pronto soccorso trasformati in zone di pericolo. Questa non è più emergenza: è normalità criminale, ed è inaccettabile”.

 I dati confermano un trend che il sindacato denuncia da anni, destinato a peggiorare in assenza di misure realmente efficaci: organici ridotti all’osso, tempi di attesa che esasperano gli utenti, pronto soccorso sotto pressione cronica e, sullo sfondo, un progressivo logoramento del rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario. In questo contesto, il camice bianco è diventato troppo spesso un bersaglio.

“Chiediamo da tempo telecamere di sicurezza attive h24, personale di polizia stabile nei pronto soccorso, percorsi giudiziari più rapidi per chi aggredisce un operatore sanitario – continua di Silverio – le leggi ci sono. Quello che manca è l’applicazione concreta, ospedale per ospedale, turno per turno. Ci aspetta un autunno di protesta perché non possiamo più reggere la pressione, mediatica e fisica. O si agisce, o saremo costretti a fermarci.”,

“Non chiediamo privilegi, chiediamo di poter lavorare in sicurezza – conclude il Segretario dell’Associazione – chi cura non può continuare a farlo con la paura. Se le istituzioni non agiscono subito, ci fermeremo”.

03 Agosto 2026

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