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Giornata internazionale disabilità. Ortottisti: “Non sottovalutare piccoli problemi, possono essere campanelli di allarme”

di Lucia Intruglio

Quando non è possibile incrementare quantità e qualità, come nel caso della persona con ipovisione, allora le nostre attività saranno volte ad accogliere la persona per aiutarla e insegnarle a sfruttare al massimo e nel modo migliore il suo residuo visivo, suggerendo strategie e ausili finalizzati alla maggiore autonomia

02 DIC - La Giornata internazionale delle persone con disabilità è stata proclamata nel 1981 con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili, che dopo decenni di lavoro da parte delle Nazioni Unite, sono stati ulteriormente supportati attraverso la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società.

Dal 2003 gli Ortottisti italiani dedicano questa giornata alle persone con difficoltà visive, da chi ha semplicemente fastidio e astenopia nell’uso dei tanti videoterminali acutizzata dal periodo Covid-19 al capitolo più ampio dell’ipovisione che coinvolge e continuerà a coinvolgere le persone più anziane, perché è vero che abbiamo una maggiore aspettativa di vita ma non senza disturbi visivi.

L’ortottista, in quanto riabilitatore visivo, è da sempre individuato/a come figura professionale dell’area della riabilitazione e oggi vuole ricordare a tutte le persone che la visione influisce sul benessere complessivo, e quindi di non accontentarsi e non sottovalutare anche piccoli problemi che possono essere campanelli di allarme importanti.

 
La visione, con il suo ruolo importante di trasmissione della maggior parte delle informazioni del mondo esterno al cervello, assieme alle sue diverse abilità concorre al comfort, indispensabile per una buona qualità di vita.
 
Così come avviene per altre abilità sensoriali e cognitive, le abilità visive sono parte sostanziale di una funzione di integrazione sensoriale, tra le quali ricordiamo:
- Possedere una buona visione binoculare che consenta la percezione simultanea delle immagini,
- Usare in maniera corretta e coordinata entrambi gli occhi avvalendosi dei muscoli oculari anche per non rischiare di vedere doppio,
- Avere una adeguata accomodazione e convergenza,
- Percepire i contrasti in modo corretto e riuscire ad adattarsi rapidamente ai cambiamenti di luce,
- Riuscire ad avere corrette localizzazioni spaziali, insieme ad un campo visivo ampio per potersi orientare e guidare,
- Riuscire a percepire i colori,
- Vedere quantitativamente bene (il cosiddetto visus).
 
Quando non è possibile incrementare quantità e qualità, come nel caso della persona con ipovisione, allora le nostre attività saranno volte ad accogliere la persona per aiutarla e insegnarle a sfruttare al massimo e nel modo migliore il suo residuo visivo, suggerendo strategie e ausili finalizzati alla maggiore autonomia.
 
Lucia Intruglio
Presidente Commissione d’albo nazionale Ortottisti ed assistenti di oftalmologia
FNO TSRM PSTRP

02 dicembre 2020
© Riproduzione riservata


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