Aspettativa incarichi a tempo determinato. Aaroi-Emac: “La Cassazione conferma il diritto dei Dirigenti Medici”

Aspettativa incarichi a tempo determinato. Aaroi-Emac: “La Cassazione conferma il diritto dei Dirigenti Medici”

Aspettativa incarichi a tempo determinato. Aaroi-Emac: “La Cassazione conferma il diritto dei Dirigenti Medici”

“L’aspettativa è un diritto e non una concessione discrezionale”, sottolinea l’Aaroi-Emac dopo l’ordinanza della Cassazione che conferma il diritto dei dirigenti medici ad accettare incarichi a tempo determinato in un’altra Azienda sanitaria. Una decisione destinata a fare giurisprudenza.

“Un’ordinanza destinata a fare giurisprudenza a tutela della mobilità professionale”. Così l’Aaroi-Emac commenta la decisione della Corte di Cassazione che ha definitivamente stabilito come l’aspettativa per accettare un incarico a tempo determinato presso un’altra Azienda sanitaria costituisca un diritto del dirigente medico e non possa essere subordinata alla discrezionalità dell’Azienda di appartenenza. Il principio è previsto dall’articolo 10, comma 8, lettera b), del Ccnl 10 febbraio 2004, come integrato dall’articolo 24 del Ccnl 3 novembre 2005 dell’Area della Dirigenza Medica, Veterinaria e Sanitaria.

L’ordinanza depositata il 9 giugno 2026, sottolinea il sindacato in una nota, chiude una vicenda giudiziaria durata diversi anni e conferma integralmente la tesi sostenuta dall’Aaroi-Emac, che ha deciso di affiancare una dirigente medica coinvolta nei giudizi di Appello e Cassazione, ritenendo che la questione riguardasse un principio di interesse generale per tutta la categoria.

La vicenda, spiega la nota, risale al 2018, quando una dirigente medica di un’Azienda sanitaria della Toscana, dopo aver ricevuto alcune proposte di incarico a tempo determinato presso Aziende sanitarie di Roma, chiese l’aspettativa prevista ai sensi del Ccnl vigente all’epoca. L’Azienda respinse tutte le richieste, costringendola a dimettersi per giusta causa.

Nel 2019 l’Azienda toscana notificava un’ordinanza-ingiunzione con la quale chiedeva il pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso. La dirigente proponeva ricorso, ma con sentenza dell’8 settembre 2020 il Tribunale di Arezzo lo respingeva, ritenendo che la concessione dell’aspettativa fosse una facoltà e non un diritto del dirigente e che la decisione di accogliere o meno la richiesta fosse rimessa alla discrezionalità dell’Amministrazione.

La sentenza è stata successivamente ribaltata quando la Corte d’Appello di Firenze riconobbe che, sulla base del Ccnl applicabile, la concessione dell’aspettativa è obbligatoria, con la possibilità di opporre un “motivato diniego” in caso di impieghi in ambito extranazionale. Un principio che la Cassazione ha definitivamente confermato, rigettando il ricorso dell’Azienda sanitaria, ritenendo “ormai indubitabile l’obbligatorietà” della concessione dell’aspettativa per il conferimento di incarichi a tempo determinato, quantomeno dalla vigenza del Ccnl applicabile all’epoca dei fatti. Ma resta comunque al di là di ogni dubbio il fatto che il diritto all’aspettativa sancito dall’art. 10 del Ccnl 10.2.2004, così come integrato dall’art. 24 Ccnl 3.11.2005, non è mai stato disapplicato da alcun Ccnl successivo, incluso quello del 27.02.2026 ad oggi vigente.

“Questa ordinanza mette finalmente un punto fermo su una questione che negli anni ha dato luogo a interpretazioni difformi e spesso restrittive da parte delle Aziende sanitarie – dichiarano Alessandro Vergallo, Presidente Nazionale Aaroi-Emac, e Luigi Zurlo, Responsabile degli Affari Legali dell’Associazione –. La Corte di Cassazione conferma che l’aspettativa prevista dal Ccnl per accettare un incarico a tempo determinato presso un’altra Azienda sanitaria è un diritto del dirigente medico. Per questo l’Aaroi-Emac ha scelto di sostenere questa vicenda fino all’ultimo grado di giudizio: era in gioco la posizione di una Collega, ma anche un principio fondamentale per tutti i dirigenti medici”.

07 Luglio 2026

© Riproduzione riservata

“Il medico non può essere il tappabuchi del sistema. E nella PA la nostra dirigenza deve diventare ‘speciale”. Intervista a Di Silverio (Anaao)
“Il medico non può essere il tappabuchi del sistema. E nella PA la nostra dirigenza deve diventare ‘speciale”. Intervista a Di Silverio (Anaao)

La sanità territoriale non può essere costruita spostando i medici da un luogo all’altro e il rapporto tra ospedale e territorio va ripensato, passando dall’integrazione a una vera connessione tra...

Case e Ospedali di comunità, Fp Cgil: “Servono 20 mila infermieri in più”. E chiede un piano straordinario di investimenti
Case e Ospedali di comunità, Fp Cgil: “Servono 20 mila infermieri in più”. E chiede un piano straordinario di investimenti

Per garantire il pieno funzionamento delle Case della comunità e degli Ospedali di comunità previsti dal Pnrr servono 20 mila infermieri in più. È la stima avanzata dalla Fp Cgil,...

Sanità territoriale. Anci-Fnopi-Federsanità: un protocollo per una rete più vicina ai cittadini
Sanità territoriale. Anci-Fnopi-Federsanità: un protocollo per una rete più vicina ai cittadini

Rafforzare la sanità territoriale, promuovere l'integrazione sociosanitaria e valorizzare il ruolo dell'infermiere di famiglia e di comunità nei percorsi di prevenzione, assistenza e presa in carico delle persone. Sono questi...

Infermieri. Crescono gli iscritti agli Ordini, aumentano soprattutto gli under 30. Fnopi: +2.880 professionisti in un anno
Infermieri. Crescono gli iscritti agli Ordini, aumentano soprattutto gli under 30. Fnopi: +2.880 professionisti in un anno

Trainata dalla stabilità lavorativa che continua a garantire rispetto ad altre, la professione infermieristica in Italia cresce e mostra una propensione a rigenerarsi proprio attraverso i giovani. È quanto raccontano...