Assistenti sociali: “Attenzione crescente. Finita latitanza di Governo e Parlamento?”

Assistenti sociali: “Attenzione crescente. Finita latitanza di Governo e Parlamento?”

Assistenti sociali: “Attenzione crescente. Finita latitanza di Governo e Parlamento?”
Il presidente degli assistenti sociali alla Bicamerale infanzia e adolescenza: “Prevenire e intervenire insieme o ci perdiamo i ragazzi”.

“La crescente e costante attenzione dei decisori su temi fondamentali per il benessere delle persone, dei bambini e degli adolescenti, il confronto che pure in questi momenti particolarmente difficili non è cessato, ci fa sperare che, in un futuro non lontano, abbia fine la latitanza di Governo e Parlamento e s’inverta la tendenza al depauperamento dei servizi sociali al quale assistiamo da anni”. Così Gianmario Gazzi, presidente degli assistenti sociali dopo l’audizione alla Bicamerale Infanzia e Adolescenza convocata a seguito dell’indagine sul funzionamento e della gestione dei servizi sociali in riferimento alla pandemia già affrontato nell’audizione parlamentare del 9 giugno scorso e per l’indagine conoscitiva sulle dipendenze patologiche diffuse tra i giovani.
 
“Chiediamo da 15 anni, come dimostrano audizioni, odg, progetti di legge, la riforma della professione e dell’accesso alla professione. Il nostro solo obiettivo, e dovrebbe essere quello di tutti, è  garantire i migliori professionisti possibili, donne e uomini capaci di aiutare le famiglie e i minori davanti a problemi enormi e non risolvibili con un bonus  – ha detto Gazzi rispondendo alle domande dei parlamentari di Camera e Senato –  Il ruolo del servizio sociale professionale è quello di supportare le famiglie e garantire al bambino e all’adolescente la permanenza nel proprio domicilio a meno che, casi estremi, tra i quali ricordo, non c’è la motivazione economica vietata per legge, non rendano necessario l’allontanamento”.
 
“Non c’è salute senza sociale”,  ha ribadito il presidente, ricordando che nel PNRR quando si parla di case di comunità il sociale viene nominato soltanto come eventualità, che ci sono territori dove c’è un assistente sociale ogni 70mila abitanti ed elencando tagli in tutti gli ambiti, dalla salute mentale dove mancano 1500 assistenti sociali e del settore dipendenze dove “i nostri professionisti sono ridotti al 10/13% del totale degli operatori”.
 
“Obbligo della comunità è prevenire il disagio e i giovani hanno pagato molto questi mesi cercando più che mai vie di fuga da un mondo in cui facevano e fanno fatica a stare – ha concluso Gazzi –  Se non interveniamo insieme – famiglia, scuola, cultura, sport -,   se non strutturiamo i servizi con equipe multidisciplinari e interveniamo soltanto in modo clinico su chi si aggrappa a droghe, alcol, internet, ci perdiamo i ragazzi.  Non vogliamo e non possiamo permetterlo”.

23 Giugno 2021

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