Carenza Mmg. La proposta dei giovani medici in cinque punti

Carenza Mmg. La proposta dei giovani medici in cinque punti

Carenza Mmg. La proposta dei giovani medici in cinque punti
Cinque punti destinati allʼattenzione del Ministero della Salute e delle Regioni dal Sigm. Il tema è quello della progressiva carenza di Mmg nel nostro Paese, provando a trovare soluzioni concrete per superare questa annosa situazione: dalla direttiva europea 2005/36 all’attivazione del part-time per il corso di Fsmg nelle Regioni

Dai giovani medici giungono cinque proposte destinate al Ministro Giulia Grillo in uno specifico documento. “Stiamo assistendo in questi mesi – scrivono dal Segretariato Italiano Giovani Medici (Sigm) -, in tutto il territorio Italiano, ad un panorama della Medicina Generale sempre più in difficoltà. Oltre all’imminente massivo pensionamento dei Mmg e alla ridotta reperibilità di medici tra quelli già iscritti nelle graduatorie regionali, si assiste a proposte al ribasso che mirano a mortificare l'importanza di una formazione specifica in ambito di medicina generale, spesso per mal celati interessi di natura sindacale”.

“L’Associazione Italiana Giovani Medici – spiegano ancora dalla Sigm – ha pertanto formulato un documento programmatico sviluppato in 5 punti ed inviato al Ministro della Salute, Giulia Grillo, alla direzione Professioni Sanitarie del Ministero della Salute, Rossana Ugenti e al Coordinamento Tecnico Commissione Salute Regione Piemonte, Renato Botti, con l’augurio che possa fungere da stimolo sia per l'apertura di una discussione costruttiva che per la ricerca e l’elaborazione di soluzioni fattive e concrete nell’ambito delle Cure Primarie”.

Il primo punto è quello del rispetto dell’Art. 29 della Direttiva 2005/36/Ce, ovvero che: “Gli Stati Membri possano esentare da questa condizione i medici che stanno conseguendo la Fsmg e prevedendo la modifica dell’l’Art. 19 comma 11, Legge 28 Dicembre 2001, n° 448 si potrebbe far sì che i corsisti possano esercitare la medicina generale solo in assenza di medici già in possesso del titolo di Fsmg, permettendo così ai corsisti di acquisire l’incarico di assistenza primaria già direttamente durante la formazione”.

Quindi, si deve prevedere, per compensare un’area carente, la possibilità di superare il massimale, vale a dire che: “Secondo il Decreto Balduzzi si possa prevedere che ciascun medico, operante nelle Aft e nelle Uccp, presenti un numero ottimale di scelte e un massimale che può essere superato solo momentaneamente; superato un numero minimo di esuberi, la richiesta di pubblicazione dell’area carente”.

 Nel caso vi sia carenza di medici con il titolo di formazione in Medicina Generale, Il Sigm propone di “Associare la richiesta di pubblicazione di un’area carente alla richiesta di attivazione di una borsa di formazione specifica in medicina generale; associare quindi l’assegnazione della borsa di formazione specifica in medicina generale all’acquisizione del contratto di sostituzione in medicina generale nell’area carente corrispondente”.

Il quarto punto è quello dell’attivazione del part-time per il corso di Fsmg nelle Regioni in cui si renda necessario il ricorso a medici senza titolo di Fsmg come già previsto dall’art. 24 comma 3 del D.lgs 368/99, in accordo con la normativa europea Art. 28 della Direttiva 2005/37/Ce: “Permettendo così una da un lato la riduzione del carico di lavoro ai Mmg 'senjor', dall’altra la possibilità della formazione sul campo per il medico in formazione”.

Si debbono quindi prevedere, per il Sigm, facilitazioni in termini di graduatoria per chi si è formato in un’area carente, analogamente a quanto oggi avviene per la residenza, in modo da favorire al termine del percorso formativo la possibilità per il medico di medicina generale neodiplomato di conseguire la titolarità nella sede in cui ha svolto la formazione. In modo da rafforzare la continuità longitudinale dell’assistenza, limitando la frammentazione oltre ad un possibile stimolo per i giovani Mmg a restare nei territori periferici e/o svantaggiati.

“A coronamento di questo documento – concludono dal Sigm -, vorremmo oltremodo sottolineare che, così come siamo convinti che non sia possibile pensare a delle Cure Primarie forti senza medicina generale, riteniamo al contempo che sia necessario un cambio netto della medicina generale, a partire dalla Formazione Specifica in Medicina Generale meritevole di un percorso di formazione accademica, affinché diventi capace di formare professionisti funzionali ad operare all’interno di Cure Primarie ispirate ad un modello di Comprehensive Proactive Primary Health Care”.

13 Giugno 2018

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