Coas Pronto Soccorso. Fp Cgil: “La sanità è al collasso”. Il 23 gennaio mobilitazione in difesa dei servizi

Coas Pronto Soccorso. Fp Cgil: “La sanità è al collasso”. Il 23 gennaio mobilitazione in difesa dei servizi

Coas Pronto Soccorso. Fp Cgil: “La sanità è al collasso”. Il 23 gennaio mobilitazione in difesa dei servizi
Negli ultimi 4 anni persi 23.500 operatori sanitari, di cui 5mila medici. In 12 anni persi, inoltre, 1,3 posti letto ogni mille abitanti, passati da 4,7 a 3,4 a fronte una media Ocse al 4,8. Sotto la media anche la spesa sanitaria complessiva, che in Italia è poco superiore al 9% del pil. Fp-Cgil lancia ai cittadini una domanda provocatoria: “Sicuri di volervi far curare da medici e infermieri stressati?”.

“La sanità è al collasso e i cittadini, privi di un'efficace rete territoriale alternativa, sono costretti a recarsi nei Pronto Soccorso di ospedali senza più i posti letto sufficienti. La riduzione dei fondi e del personale ricade così direttamente su di loro, privati di un diritto, e sugli operatori, costretti a turni massacranti per mantenere i servizi”. Con una campagna informativa e una mobilitazione che si terrà venerdì 23 gennaio sul caos nei Pronto Soccorso, la Fp-Cgil Nazionale lancia ai cittadini una domanda provocatoria: “Sicuri di volervi far curare da medici e infermieri stressati?”.
 
Per spiegare “#ProntoSoccorsoKo” la Fp-Cgil mette in fila i numeri della crisi del sistema:
– persi 23.500 operatori sanitari, di cui 5mila medici, dal 2009 al 2013;
– 32mila gli operatori sanitari con contratti precari su un totale di 670mila;
– 31 i miliardi di tagli tra il 2009 e il 2015, a cui si aggiungono i 4 previsti dall'ultima legge di stabilità che, ricadendo sulle regioni, colpiranno inevitabilmente il Servizio Sanitario Nazionale;
– persi 1,3 posti letto ogni mille abitanti in 12 anni, passati da 4,7 a 3,4 a fronte una media Ocse al 4,8; sotto la media anche la spesa sanitaria complessiva, che in Italia è poco superiore al 9% del pil;
– l'Italia è stata deferita alla Corte Europea di Giustizia per l'assenza di una normativa sull'orario di lavoro per i medici, che dovrebbe prevedere un massimo di 48 ore settimanali e riposi giornalieri di 11 ore.
 
Dati che permettono di capire le ragioni del caos che caratterizza il lavoro nei Pronto Soccorso. Mentre si riduce la capacità del sistema ospedaliero di rispondere ai sempre maggiori bisogni di cura dei cittadini, questi ultimi si rivolgono più frequentemente ai soli presidi h24 accessibili, ma non idonei. “Solo un lavoro dignitoso può garantire servizi efficienti. Il Governo Renzi e la Ministra Madia capiscano che siamo al collasso e facciano un passo avanti: servono risorse per il funzionamento dei servizi e per rinnovare il contratto. Non bastano i complimenti durante le emergenze, perché parliamo di lavoratori costretti a orari che mettono a rischio la qualità delle cure. Gli operatori hanno pagato troppo e – afferma Cecilia Taranto, Segretaria Nazionale Fp-Cgil – adesso pagano anche i cittadini”.

19 Gennaio 2015

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