Collaboratori farmacia: “Ingresso capitali boccata di ossigeno per i farmacisti. Dalla Fofi visione ristretta e antiquata professione”

Collaboratori farmacia: “Ingresso capitali boccata di ossigeno per i farmacisti. Dalla Fofi visione ristretta e antiquata professione”

Collaboratori farmacia: “Ingresso capitali boccata di ossigeno per i farmacisti. Dalla Fofi visione ristretta e antiquata professione”
In una nota il sindacato dei collaboratori di farmacia rimarca le distanze dalla relazione del Presidente Mandelli al Consiglio Nazionale della Fofi del 10 maggio scorso. "L’emergenza occupazionale ed il numero altissimo di colleghi inoccupati deve essere fonte di stimolo per ripensare al ruolo del farmacista. Non è possibile limitarsi a mettere un limite all’accesso alle università".

"Deludente che non si sia fatto minimo accenno alla componente maggioritaria della professione: i farmacisti collaboratori. Riteniamo che se il sistema farmacia sia ancora sostenibile il merito vada attribuito soprattutto ai collaboratori". Così in una nota Conasfa commenta la relazione del Presidente Mandelli al Consiglio Nazionale della Fofi del 10 maggio scorso.

"I Farmacisti Collaboratori italiani sono i professionisti peggio retribuiti in Europa, eppure riescono a mantenere alti gli standard qualitativi adeguandosi a nuovi orari di apertura, aggiornandosi e svolgendo la formazione Ecm spesso sostenendone le spese e al di fuori dall'orario di lavoro. Nonostante questo non hanno alcuna possibilità di carriera in un sistema farmacia che è bloccato da decenni in una modalità che non consente un turnover nelle concessioni governative, causa il 'blocco' dovuto all'ereditarietà della farmacia. Il Pgeu parla del farmacista di comunità quale protagonista all’interno del sistema sanitario mettendo in evidenza le due reali emergenze della nostra professione: dignità e riconoscimento delle competenze", spiega Conasfa.

"L'ingresso dei capitali, che tanto spaventa il sistema lobbistico dei titolari di Farmacia, potrebbe al contrario portare una boccata di ossigeno a tutti professionisti del settore. Fofi e Federfarma sono lanciate ad inseguire un modello di farmacia che oggi non esiste più. La paura del confronto sulla dimensione economica della farmacia che le società di capitali possono portare serve solo a mascherare lo svuotamento e lo svilimento della professione, mentre la deriva commerciale paventata da diverse parti era già stata denunciata dalla stessa Fofi nel famoso documento del 2006. L’emergenza occupazionale ed il numero altissimo di colleghi inoccupati deve essere fonte di stimolo per la federazione per ripensare al ruolo del farmacista che vada oltre alla farmacia. Non è possibile limitarsi a mettere un limite all’accesso alle università senza trovare una soluzione alle migliaia di colleghi che già oggi non hanno un’occupazione. E’ necessaria una riforma dell’ente previdenziale verso il modello contributivo, sicuramente più equo e sostenibile per la componente più numerosa della categoria", prosegue la nota.

In merito alle parafarmacie, spiega poi Conasfa, "la visione della Fofi non è condivisibile, dimostrando una visione ristretta ed antiquata della professione. Urge altresì una riforma strutturale del corso di laurea in farmacia non limitandone gli ingressi ma rendendolo un corso di laurea moderno e avanzato che prepari i colleghi alla professione non più svolta solo in farmacia ma ovunque ci sia il farmaco. Solo se si comincerà a concentrarsi sulla professione sanitaria e non sull'impresa farmacia si potrà immaginare ancora un futuro splendente per quella che rimane una delle professioni più importanti per il nostro futuro", conclude Conasfa.

27 Maggio 2019

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