Concorsi farmacia. Conclusi in tutte le Regioni. Mandelli: “Bene, ma per il rilancio dell’occupazione dobbiamo andare oltre”

Concorsi farmacia. Conclusi in tutte le Regioni. Mandelli: “Bene, ma per il rilancio dell’occupazione dobbiamo andare oltre”

Concorsi farmacia. Conclusi in tutte le Regioni. Mandelli: “Bene, ma per il rilancio dell’occupazione dobbiamo andare oltre”
Per il presidente della Fofi servono anche altri modelli da perseguire, come quello della farmacia dei servizi. Comunque le procedure per le assegnazioni, le sedi da aggiudicare sono circa 2.600, sono state espletate in tutte le Regioni. Piemonte, Liguria, Toscana e Lazio hanno già pubblicato le graduatorie, mentre le altre sono in via di pubblicazione.

Le procedure previste dalla legge sul concorso straordinario per l’assegnazione di nuove sedi farmaceutiche, per quanto complesse, sono state espletate in tutte le Regioni. Piemonte, Liguria, Toscana e Lazio hanno già pubblicato le graduatorie, per un totale di 641 sedi, mentre le altre sono in via di pubblicazione.
 
È quanto chiarisce la Federazione degli Ordini dei Farmacisti. In base ai bandi regionali, le sedi da aggiudicare sono 2.600 circa, non 5.000, e questo malgrado le nuove aperture comportino in molte Regioni la discesa del quorum al di sotto dei 3.000 abitanti prevista dal provvedimento del Governo Monti.
Sulla questione interviene il presidente della Federazione, Andrea Mandelli ricordando che l'attenzione da parte della Federazione è massima, ma anche che per contrastare la disoccupazione serve un cambio di modello.

“Gli Ordini provinciali hanno dato la massima collaborazione perché si giungesse nel minore tempo possibile all’espletamento delle procedure, mettendo a disposizione i propri database e la propria documentazione – ha detto Mandelli – manteniamo la massima vigilanza su questo aspetto. Tuttavia è anche necessario ricordare che in un mercato in contrazione non è certo dall’aumento degli operatori che può venire quella risposta sul piano dell’occupazione che moltissimi colleghi attendono. Per questo occorrono misure che riportino in primo piano la figura del professionista che opera nella farmacia di comunità e le sue prestazioni professionali, da riconoscere e remunerare. Insomma, quel modello della farmacia dei servizi che perseguiamo dal 2006”.

13 Gennaio 2015

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