Congresso Sifo. Medicine avanzate e terapie geniche: come conciliare l’innovazione con la sostenibilità

Congresso Sifo. Medicine avanzate e terapie geniche: come conciliare l’innovazione con la sostenibilità

Congresso Sifo. Medicine avanzate e terapie geniche: come conciliare l’innovazione con la sostenibilità
Il tema discusso nell’ambito del Congresso. “I professionisti si interroghino su stabilità, tempistiche, programmazione spese e percorsi organizzativi codificati. E pagamento a risultato perché alto costo per pochi pazienti” ha detto Emanuela Omodeo Salè dell’Istituto Europeo di Oncologia e responsabile scientifico Sifo

Le terapie avanzate, basate su terapie geniche, terapie cellulari e ingegneria tissutale, sono farmaci innovativi che stanno rivoluzionando la medicina e offrendo nuove possibilità di cura e un miglioramento della qualità di vita a pazienti gravemente malati. Le terapie avanzate sono dunque un settore emergente, che sfrutta la biomedicina e le biotecnologie per offrire nuove opportunità di trattamento per gravi patologie, spesso rare, per le quali le opzioni terapeutiche sono limitate o addirittura assenti.

Ma in che modo innovazione e sostenibilità riescono oggi ad integrarsi? E soprattutto: le terapie più avanzate come interrogano oggi il professionista nella farmacia ospedaliera?

Si è discusso di questo oggi a Roma durante la sessione dal titolo Medicine avanzate e terapie geniche: come conciliare l’innovazione e la sostenibilità, che si è svolta nell’ambito del XLIV Congresso Sifo.

“Si tratta in molti casi di terapie ad altissimo costo, con una unica somministrazione – ha spiegato nel corso della sessione Emanuela Omodeo Salè, Direttore di Struttura Complessa Divisione di Farmacia presso lo IEO (Istituto Europeo di Oncologia) Milano e Responsabile scientifico SIFO – questo rende più semplice instaurare sistemi di condivisione del rischio di spesa come il pagamento a risultato. In molte situazioni siamo nell’ambito di uso sperimentale con un risparmio in termini di costi evitati. Quindi, sintetizzando: pagamento a risultato perché alto costo per pochi pazienti; successivamente entrerà nelle politiche di oggi attraverso i fondi ad hoc, il controllo di appropriatezza e la selezione dei centri prescrittori”.

Il farmacista ospedaliero deve dunque oggi confrontarsi con farmaci molto differenti da quelli di sintesi attualmente impiegati, con problematiche di stabilità, tempistiche e gestione ‘profondamente diverse’. “Alcune terapie – ha sottolineato Omodeo Salè – transitano dalla farmacia, ma vengono poi manipolate al di fuori della farmacia, vedendoci impegnati soprattutto nella fase di acquisto, gestione logistica e rendicontazione, altre invece prevedono la gestione completa in farmacia come i vaccini sperimentali e le terapie Mogm”.

Quindi, in conclusione, i punti su cui i professionisti devono interrogarsi e che “ci permetteranno di qualificarci, sono stabilità e tempistiche, programmazione delle spese e percorsi organizzativi codificati (da prodotto specifico a centro specifico)”, ha concluso l’esperta Sifo.

06 Ottobre 2023

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