Contratto sanità privata. Uil-Fpl, Fp-Cgil, e Cisl-Fp: “Fumata nera per conciliazione, assenti regioni e ministero della Salute. Ora è mobilitazione in tutte le regioni”

Contratto sanità privata. Uil-Fpl, Fp-Cgil, e Cisl-Fp: “Fumata nera per conciliazione, assenti regioni e ministero della Salute. Ora è mobilitazione in tutte le regioni”

Contratto sanità privata. Uil-Fpl, Fp-Cgil, e Cisl-Fp: “Fumata nera per conciliazione, assenti regioni e ministero della Salute. Ora è mobilitazione in tutte le regioni”
I sindacati: “Non solo confermiamo lo stato di agitazione ma annunciamo fin d’ora la mobilitazione in tutte le regioni e utilizzeremo tutti gli strumenti necessari allo sblocco di questa vertenza strategica per il comparto, e per il Paese”.

“Fumata nera nel corso del tentativo di conciliazione dopo lo stato di agitazione di lavoratrici e lavoratori a cui si applica il Contratto della Sanità Privata Aiop e Aris. Sarà mobilitazione”: lo dichiarano, in una nota stampa, le segreterie di Uil-Fpl, Fp-Cgil e Cisl Fp. “Questo comparto – spiegano i sindacati – coinvolge centinaia di migliaia di addetti che svolgono un servizio pubblico, garantendo ogni giorno insieme ai colleghi del settore pubblico un diritto costituzionale, il diritto alla salute, ma lo svolgono in strutture sottoposte al regime di accreditamento dalle regioni. Lavoratrici e lavoratori che hanno visto riconosciuto un rinnovo contrattuale solo nell’ottobre del 2020, dopo 14 anni di blocco della contrattazione, e dopo numerosi scioperi e mobilitazioni del sindacato confederale. Il rinnovo del contratto della Sanità privata, peraltro, assume ancor più importanza ed urgenza in una fase storica di alta inflazione che erode il potere d’acquisto dei salari.

Da parte delle due associazioni non ci sono state aperture alle nostre richieste di avviare il confronto per il rinnovo del contratto, la loro chiusura ed indifferenza nei confronti dei queste lavoratrici e lavoratori è per noi inaccettabile, così come resta grave il silenzio del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni, più volte sollecitati dal sindacato confederale a farsi soggetto attivo nella vertenza. Considerato quanto esposto, per noi è stato inevitabile chiudere con un mancato accordo la procedura. Non solo confermiamo lo stato di agitazione ma annunciamo fin d’ora la mobilitazione in tutte le regioni e utilizzeremo tutti gli strumenti necessari allo sblocco di questa vertenza strategica per il comparto, e per il Paese”.

09 Maggio 2024

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