Contratto sanità. Zega (Opi Roma): “Sindacati medici? Soldati giapponesi, mai arresisi alla realtà”

Contratto sanità. Zega (Opi Roma): “Sindacati medici? Soldati giapponesi, mai arresisi alla realtà”

Contratto sanità. Zega (Opi Roma): “Sindacati medici? Soldati giapponesi, mai arresisi alla realtà”
Il presidente degli infermieri romani: “Alcuni dirigenti dei sindacati medici si sono rivolti alla magistratura contabile con osservazioni critiche sul nuovo contratto, cui il Cdm ha dato via libera lo scorso 5 ottobre. Tali critiche non riguardano soltanto argomenti di natura sindacale o contrattuale. Dopo la drammatica esperienza della pandemia, dobbiamo ancora assistere a prese di posizione come questa?”.

“Alcuni dirigenti dei sindacati medici si sono rivolti alla magistratura contabile con osservazioni critiche rispetto al nuovo contratto della Sanità, cui il Consiglio dei Ministri ha dato via libera lo scorso 5 ottobre. Tali critiche non riguardano soltanto argomenti di natura sindacale o contrattuale, sulle quali evidentemente un Ordine professionale non si pronuncia: ma vi si adombra che nel contratto siano presenti usurpazioni delle competenze professionali dei Medici ad opera degli Infermieri: e questo sì che riguarda anche gli Ordini professionali”.

Lo ha dichiarato Maurizio Zega, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma

“Dopo la drammatica esperienza della pandemia, che su tante cose ha aperto gli occhi di tutti, dobbiamo ancora assistere a prese di posizione come questa? Qui non si tratta solo di arroganza, ma anche di una sensibilità professionale che somiglia a quella dei soldati giapponesi che nelle giungle degli atolli continuavano ad essere in armi contro l’America decine di anni dopo la fine del conflitto. Anche basta, no? Si vuole realizzare una sanità proattiva e responsabile o restare ancorati a indifendibili atteggiamenti gerarchici superati dal progresso scientifico e dalla realtà sociale”?

“Tanto più – ha aggiunto Zega – “che un simile atteggiamento non rispecchia affatto né il vissuto operativo di ogni giorno nelle aziende sanitarie né, tanto meno, i rapporti ordinistici, che vanno invece nella direzione di una collaborazione e di una intesa sui temi centrali della sanità, e sulle riforme impostate dal PNRR, che ora si tratta di realizzare”.

“A Roma – ha concluso Zega – abbiamo, per esempio, con una riunione congiunta degli esecutivi dell’OPI e OMCeO, avviato un processo, che riteniamo promettente, di collaborazione e scambio fra le professioni che rappresentiamo. Abbiamo dato vita anche ad una commissione paritetica dei due Ordini per la elaborazione di una piattaforma programmatica comune da presentare alle autorità politiche regionali. E su questa strada vogliamo continuare: non si sente proprio il bisogno del ritorno di improbabili atteggiamenti più che superati”.

21 Ottobre 2022

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