Convenzione medicina generale. Smi a Sisac: “Atto indirizzo è illegittimo e no a tavoli separati”

Convenzione medicina generale. Smi a Sisac: “Atto indirizzo è illegittimo e no a tavoli separati”

Convenzione medicina generale. Smi a Sisac: “Atto indirizzo è illegittimo e no a tavoli separati”
Il segretario Pina Onotri scrive al coordinatore della Struttura. “Sisac si faccia portavoce con il Comitato di Settore della Conferenza delle Regioni, affinché si intervenga con le necessarie modifiche sull'Atto di indirizzo”. E poi boccia i tavoli separati e chiede la diretta streaming delle trattative. LA LETTERA

All'indomani dell’incontro con la Sisaca e della segreteria nazionale straordinaria del Sindacato dei Medici Italiani, Pina Onotri, ha inviato una lettera al Coordinatore della Sisac, Vincenzo Pomo, alla luce delle anticipazioni del parere giuridico redatto dai professori di Istituzioni di diritto Pubblico, Carlo Colapietro e Antonio Iannuzzi, dell'Università degli studi di Roma Tre.
 
Nella missiva si evidenziano i "diversi profili di illegittimità dell'Atto di indirizzo emanato dal comitato di settore della Conferenza delle Regioni".
 
"Un documento – scrive Onotri – che, come Lei ben sa, prevede tra gli altri aspetti, che l’ACN per la medicina generale limiti la continuità assistenziale (guardia medica) sino alle ore 24,00 (cosiddetto modello H16),  smistando gli interventi dalle ore 24,00 alle ore 8,00 al 118".

Si sottolinea, quindi come "l'Atto di indirizzo discenda dal Patto per la salute che, a sua volta, è inquadrato all’interno della cornice giuridica de leggi nazionali e regionali (vedi lettera di seguito)". Con questo strumento improprio, è la denuncia, si "tende, surrettiziamente, invece, a modificare strutturalmente l’organizzazione dei sottosistemi rispettivamente dell’emergenza e dell’urgenza (addirittura unificandoli dalle ore 24,00 alle ore 8,00) senza avere alcuna potestà normativa in merito, secondo le norme sopra richiamate. Ancor meno questa potestà è in capo all’ACN che invece disciplina il rapporto di lavoro con i medici di famiglia, non già la chiusura o il ridimensionamento delle guardie mediche, tanto meno l’organizzazione dell’emergenza territoriale".

Lo Smi, quindi, chiede che "la Sisac si faccia portavoce con il Comitato di Settore della Conferenza delle Regioni, affinché si intervenga con le necessarie modifiche sull'Atto di indirizzo, per evitare che si approvi un Accordo Collettivo Nazionale illegittimo e quindi, sicuramente, oggetto di ricorsi futuri in sede giurisdizionale".

Allo stesso tempo, ribadisce la "disponibilità a proseguire a partecipare a dei tavoli tecnici, al fine di riformulare, in modo condiviso, una nuova bozza di Convenzione, che anche sulla base della futura legge di stabilità abbia anche una adeguata previsione di risorse, ora assente". Anche, "in attesa di un ulteriore parere giuridico sulle ricadute della sentenza della Corte costituzionale che ha ritenuto illegittimo il blocco dei contratti e quello retributivo. È nostra convinzione che non vi possa essere un rinnovo ad isorisorse e che questa impostazione è da applicare anche ai medici convenzionati".

"Infine – conclude Onotri – con la presente, ribadiamo per garantire la trasparenza, il nostro no a tavoli separati e rinnoviamo la nostra richiesta, già avanzata ieri, di consentire la trasmissione in streaming delle trattative, ma anche di ricevere e poter divulgare i verbali e le registrazioni dei precedenti incontri. Informare è un dovere con i nostri iscritti e con i medici italiani, per evitare trasformismi ma anche che il confronto sindacale assuma toni non all'altezza delle nostre responsabilità".

13 Luglio 2016

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