Coronavirus. Troppe cose non hanno funzionato

Coronavirus. Troppe cose non hanno funzionato

Coronavirus. Troppe cose non hanno funzionato
Come SUMAI Assoprof valuteremo la possibilità di presentare specifica denuncia all’Autorità Giudiziaria in merito al comportamento inadeguato sinora presentato a partire dalla Protezione Civile, dall’Istituto Superiore di Sanità e dai Responsabili delle Aziende sanitarie ad ogni livello sino da arrivare ai responsabili di presidio

Il SUMAI Assoprof, sindacato rappresentativo degli specialisti ambulatoriali interni, prende atto delle scelte gestionali ed organizzative effettuate dalla Protezione Civile, dall’Istituto Superiore di Sanità e dai Direttori Generali, Sanitari e Amministrativi della varie aziende sanitarie in tutto il territorio nazionale.
 
Personale sanitario mandato al macello
Queste scelte si sono manifestate irresponsabili specie quelle in merito ai Dispositivi di protezione Individuali destinati ai sanitari, le cui nefaste conseguenze sono tristemente note: 80 medici morti ed oltre 12 mila sanitari contagiati dal Coronavirus. A questi poi vanno aggiunti i dati del personale infermieristico caduto sul campo poichè 22 finora censiti certamente non possono che essere sottostimati.
 
Cronici abbandonati
Abbiamo visto di fatto abbandonati i circa 24 milioni di malati cronici seguiti negli ambulatori, poliambulatori della ASL nelle Case della Salute nonostante le nostre innumerevoli richieste di permettere agli specialisti di effettuare consulti telefonici e attività di telemedicina e in smart working con consulti telefonici come previsto dell’ACN vigente.
 
Ssn regge grazie agli operatori
L’epidemia che sta colpendo il nostro Paese, pandemia mondiale, ha messo in evidenza tutte le difficoltà e le carenze del SSN denunciate da tempo dal nostro sindacato, ha mostrato un Servizio Sanitario frammentato, fragile e soprattutto non adeguatamente attrezzato per la complessa gravità degli eventi e ha reso evidente, una volta per tutte, che si regge solo sulla capacità e l’impegno professionale del solo personale sanitario.
Un impegno professionale reso più ammirevole nonostante la carenza di risorse umane e strumentali decimate da blocco del turnover; un impegno civile e deontologico diffuso, ricco di coraggio di chi si è esposto per curare gli altri senza aver ricevuto idonei mezzi di difesa; un impegno fatto di sacrifici che ha coinvolto anche le famiglie e gli affetti di ciascun operatore sanitario.
 
Mancanza di dispositivi
Come SUMAI Assoprof da subito abbiamo evidenziato i pericoli con una lettera ai presidenti di regione e ai direttori delle aziende sanitarie territoriali, ospedaliere ed universitarie dove operano anche gli specialisti ambulatoriali.
Non ascoltati oggi vediamo con i nostri occhi l’enorme tributo dei medici e sanitari in termini di vite umane e di contagi legato alla carenza, o peggio alla mancanza, di Dispositivi di protezione, ai lunghi tempi di attesa per un tampone, alla confusione organizzativa delle Regioni e della logistica, fino all’eccessiva esposizione al contagio per condizioni di microclima inaccettabili.
 
Il sostegno alla Fimmg e alle organizzazioni sindacali
Il SUMAI Assoprof denuncia una burocrazia inaccettabile che blocca l’acquisto prioritario di mascherine per la Medicina Generale, per i Pediatri di libera scelta e per i Farmacisti e, come SUMAI, ci associamo al grido di rabbia del Segretario della FIMMG Silvestro Scotti.
Ci uniamo anche alla rabbia di tutte le organizzazioni sindacali che combattono e denunciano l’abbandono e l’aver mandato medici ed operatori sanitari al fronte, “a mani nude” contro un nemico invisibile.
 
Mancanza di DPI e protocolli
Non è possibile, anzi è impensabile, che una Nazione avanzata come l’Italia non assuma i corretti protocolli così impellenti sugli operatori sanitari e non produca quantità sufficienti di dispositivi individuali di protezione. E’ vergognoso vedere emendamenti di legge per attuare un colpo di spugna sulle chiare responsabilità che vengono di fatto così confermate sapendo di aver fatto gravi errori. E’ assurdo che la Protezione Civile fornisca a medici e operatori sanitari dei presidi scadenti, non idonei, esponendoli alle conseguenze tristemente note. 
Non è soprattutto accettabile che, in assenza di adeguati DPI previsti dalle numerose norme e da comprovate evidenze scientifiche, si possa derogare alla sicurezza abbassando i livelli di protezione individuale sulla base non di evidenze scientifiche, ma di esigenze di Governo e successivamente, queste norme, vengano ulteriormente modificate a causa dei palesi errori che hanno esposto medici e operatori sanitari al contagio. I numeri che vediamo parlano chiaro. una media di circa 600 sanitari contagiati in più ogni giorno.
 
Nessun medico, nessun infermiere, nessun farmacista, nessun tecnico sanitario, nessuna organizzazione sindacale di categoria potrà dimenticare quanto è successo e la scarsa attenzione e la beffa di proposte di emendamenti scandalosi per cancellare colpe ormai evidenti a tutti.
 
Come SUMAI Assoprof valuteremo la possibilità di presentare specifica denuncia all’Autorità Giudiziaria in merito al comportamento inadeguato sinora presentato a partire dalla Protezione Civile, dall’Istituto Superiore di Sanità e dai Responsabili delle Aziende sanitarie ad ogni livello sino da arrivare ai responsabili di presidio.
 
Antonio Magi
Segretario generale SUMAI Assoprof

Antonio Magi

05 Aprile 2020

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