Corso formazione Medicina generale. Scotti (Fimmg): “Riaprire subito i bandi in forza dell’incremento delle borse o si rischia valanga ricorsi”

Corso formazione Medicina generale. Scotti (Fimmg): “Riaprire subito i bandi in forza dell’incremento delle borse o si rischia valanga ricorsi”

Corso formazione Medicina generale. Scotti (Fimmg): “Riaprire subito i bandi in forza dell’incremento delle borse o si rischia valanga ricorsi”
Il segretario del sindacato dei medici di famiglia: Ad oggi, tuttavia, nulla è stato fatto o ufficializzato affinché si possa procedere alla riapertura dei bandi. Se necessario chiederemo l’attenzione della Magistratura Contabile”.

C’è grande preoccupazione da parte della Fimmg per quanto sta avvenendo, o meglio per quanto non sta avvenendo, in Conferenza Stato Regioni sul tema della Medicina di Famiglia. In modo particolare, il segretario generale Silvestro Scotti esprime forte perplessità per “la condizione di immobilismo nella quale ci si avvicina alla data del 25 settembre” giorno in cui è previsto lo svolgimento del concorso che determinerà l’accesso al corso di formazione specifica in medicina generale per il triennio 2018/2021. “Così come evidenziato anche dal Ministro Grillo in una nota del 10 agosto – aggiunge Scotti – è assolutamente prioritario riaprire i bandi regionali per rendere noto l’incremento dei posti messi a bando e delle relative borse di studio”.

Il tema nasce proprio nel mese di agosto, quando è stata sancita l’intesa in Conferenza Stato Regioni sulla proposta di riparto delle quote vincolate per gli obiettivi di Piano del 2018. “In quell’occasione – spiega il segretario generale Fimmg – sono stati accantonati 40milioni di euro per il finanziamento di 860 borse di studio per il triennio 2018/2021, e per il finanziamento di 58 contratti annuali destinati alle specializzazioni mediche”.

Ad oggi, tuttavia, nulla è stato fatto o ufficializzato affinché si possa procedere alla riapertura dei bandi. Per Scotti in questo modo si va incontro ad una “catastrofe annunciata. Mi auguro che l’idea non sia quella di procedere al concorso senza riaprire i bandi, pensando poi di far scorrere le singole graduatorie regionali in forza dei maggiori posti disponibili. Se così fosse si creerebbero, ovviamente, moltissimi contenziosi legati alle note differenze che si determineranno nei punteggi utili minimi necessari per l’accesso, considerati i nuovi posti, con un danno assistenziale ed erariale enorme, e con il pericolo che se i provvedimenti di sospensiva ottenuti attraverso la magistratura amministrativa fossero su tutte le graduatorie c’è addirittura il rischio dell’annullamento del concorso”.

“Uno dei rischi è, inoltre, che, in un momento già estremamente complesso dal punto di vista dell’assistenza ai cittadini per la carenza dei medici di famiglia ormai alla attenzione mediatica quotidiana, si pongano i presupposti di una paralisi che potrebbe riguardare non solo il presente ma anche gli anni futuri, con la beffa che da provvedimenti che dovevano portare le borse a 2200 circa si otterrà di bloccare anche le 1200 previste nel bando vigente”.

“Tantomeno si può pensare di svolgere un secondo concorso successivo a quello del 25 settembre, farlo significherebbe allungare i tempi ma soprattutto duplicare le spese per le procedure. E, sia chiaro, se questo dovesse mai avvenire saremmo noi stessi a chiedere l’attenzione della Corte dei Conti. Non comprendiamo – conclude Scotti – per quale ragione si stia procedendo nel silenzio più assoluto. Non vorremmo comunque che qualche potere funzionariale regionale possa avere interesse a ritardare queste procedure e per l’ennesima volta stallare le soluzioni di ricambio generazionale della medicina generale con lo scopo di annullare questo tipo di offerta assistenziale, ma è evidente che se non ci sarà chiarezza ciascuno sarà chiamato ad assumersi le proprie responsabilità, innanzitutto nei confronti dei giovani medici che si aspettano chiarezza e rispetto dei loro diritti di informazione, dei medici di medicina generale che vogliono capire quale è il progetto di assistenza territoriale a cui questi funzionari regionali stanno pensando, ma soprattutto nei confronti dei cittadini italiani che meritano soluzioni certe e non tentativi da sottoporre a contenzioso amministrativo per apparente superficialità nell’assumere decisioni di questo tipo”.

04 Settembre 2018

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