Cosmed (Dirigenti sanità): “No a ulteriori colpi di mano sulle pensioni”

Cosmed (Dirigenti sanità): “No a ulteriori colpi di mano sulle pensioni”

Cosmed (Dirigenti sanità): “No a ulteriori colpi di mano sulle pensioni”
Basta con le solite ricette, dice la Conferazione che raccoglie le sigle della dirigenza medica e non del Ssn. Si sta minando alla radice la credibilità del sistema e le pensioni diventano una variabile piena di incertezze ovvero un capitale a fortissimo rischio.

Con una nota diffusa oggi, anche la Cosmed si schiera contro l'ipotesi di una nuova riforma delle pensioni alla quale, secondo le indiscrezioni di questi giorni, starebbe lavorando il Governo in vista della presentazione del "pacchetto" con le misure anti crisi che sarà varato lunedì prossimo dal Consiglio dei ministri.
 
Ecco la nota della Confederazione

"L’intenzione del Governo di varare, dopo tre correzioni del sistema previdenziale nel solo 2011, una quarta manovra, preoccupa la COSMED (Confederazione sindacale dei medici e dirigenti del Ssn).
Il metodo che si intende adottare conferma un atteggiamento che non tiene conto del fatto che gli accantonamenti pensionistici fanno parte in primo luogo della retribuzione effettiva dei lavoratori, mentre le continue voci ed indiscrezioni, in mancanza di una proposta ufficiale, hanno creato un clima di incertezza che sta determinando un esodo di massa da parte di tutti i soggetti che hanno maturato il diritto al pensionamento. Così facendo si mina alla radice la credibilità del sistema e le pensioni diventano una variabile piena di incertezze ovvero un capitale a fortissimo rischio.

Il risultato che si sta producendo è esattamente l’opposto di quello prefissato.
Pare che non basti lavorare 41 anni e tre mesi, che non bastino 67 anni per la vecchiaia e che si voglia innalzare il combinato età+contribuzione nella accondiscendenza di quelle forze politiche che la scorsa legislatura cancellarono, a caro prezzo, lo scalone a quota 100 e che ora si apprestano a dare il via libera a riforme peggiori.
Non si può fare cassa con l’anzianità, differendo il pensionamento e peggiorando la disoccupazione giovanile.
Si deve fare cassa eliminando i privilegi e le sperequazioni vere.
• Perché non si fa una seria lotta all’evasione contributiva che si accompagna all’evasione fiscale?
• Perché i lavoratori dipendenti devono contribuire con oltre il 33% del loro salario mentre altre categorie pagano meno del 20%?
• Perché una dottoressa o un infermiera, sottoposta a turni di guardie ed attività usuranti, deve andare in pensione a 65 anni, mentre un’impiegata di una banca o di un’assicurazione può andare a 60?
• Perché solo le liquidazioni dei dipendenti pubblici sono state differite di 24 mesi e rateizzate fino a 4 anni?
• Perché devono pagare sempre gli stessi?
 
Il Governo nuovo non riproponga le solite ricette vecchie, sarebbe insopportabile".
 

01 Dicembre 2011

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