Ddl Lorenzin. Iemo: “Formazione osteopati sia quinquennale”

Ddl Lorenzin. Iemo: “Formazione osteopati sia quinquennale”

Ddl Lorenzin. Iemo: “Formazione osteopati sia quinquennale”
Alla vigilia dell'inizio dell'esame del provvedimento alla Camera, l'Istituto europeo per la medicina osteopatica, in una lettera inviata al ministro Lorenzin e ai componenti della XII commissione di Camera e Senato, ha messo in guardia i parlamentari sul "grave rischio di affidare ad operatori con formazione solo triennale funzioni proprie di un corso di laurea quinquennale". LA LETTERA

Alla vigilia dell'inizio dell'esame alla Camera del disegno di legge Lorenzin sulla riforma degli Ordini professionali e le sperimentazioni cliniche, l'Istituto europeo per la medicina osteopatica ha inviato una lettera al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e ai componenti della XII commissione di Camera e Senato, per fare il punto sulla formazione degli osteopati.
 
In particolare, riguardo il processo di regolamentazione della professione di osteopata e l’ordinamento didattico specifico, nella lettera si richiede una durata quinquennale dei corsi spiegando che, una durata inferiore degli stessi studi, "non consentirebbe affatto ai neo-professionisti l’autonoma gestione del paziente, limitandosi all’erogazione di competenze tecniche parziali, non sufficienti a raggiungere capacità operative di inquadramento clinico e diagnostico del paziente osteopatico. Le stesse funzioni assistenziali potrebbero forse essere integrate da figure mediche responsabili della diagnosi differenziale e di esclusione. Tuttavia, queste ultime non avrebbero competenza nell’indicare o nell’effettuare una diagnosi osteopatica sostituendosi all’operatore specializzato, ovvero portatore di conoscenze squisitamente di settore".
 
L'Istituto segnala dunque "il grave rischio di affidare ad operatori con formazione solo triennale funzioni proprie di un corso di laurea quinquennale. Analogo errore sarebbe privare gli osteopati della funzione diagnostica e di inquadramento clinico peculiare, che rappresenta la caratteristica maggiormente qualificante della disciplina".
 
Un ulteriore possibile conseguenza, sarebbe infine "l’impossibilità per i professionisti italiani di esercitare all’estero e rapportarsi culturalmente con i colleghi stranieri, durante e dopo il ciclo di studi".

06 Giugno 2016

© Riproduzione riservata

Sanità privata e Rsa, sindacati al Governo: “Niente fondi pubblici senza rinnovo dei contratti”
Sanità privata e Rsa, sindacati al Governo: “Niente fondi pubblici senza rinnovo dei contratti”

“Subito un intervento normativo a tutela degli oltre 300mila lavoratori della sanità privata e del settore socio-sanitario accreditato. Nessun finanziamento pubblico senza il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro”....

Medicina generale. Smi lancia petizione: “No a ruolo unico e debito orario. Sì a specializzazione e rafforzamento della medicina dei servizi”
Medicina generale. Smi lancia petizione: “No a ruolo unico e debito orario. Sì a specializzazione e rafforzamento della medicina dei servizi”

Il Sindacato Medici Italiani (Smi), insieme a cittadini e professionisti, ha presentato una petizione (n. 1451) alla Camera dei Deputati, ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione, per denunciare il collasso...

Farmacisti sempre più centrali nella gestione dei disturbi minori, ma senza tempo né adeguato riconoscimento economico. Il report FIP
Farmacisti sempre più centrali nella gestione dei disturbi minori, ma senza tempo né adeguato riconoscimento economico. Il report FIP

Il farmacista è ormai uno dei principali punti di accesso ai servizi sanitari e svolge un ruolo sempre più importante nel supportare i cittadini nella gestione dei disturbi minori e...

Enpap istituisce l’Osservatorio sulla Professione
Enpap istituisce l’Osservatorio sulla Professione

Lo scorso 22 luglio si è insediato a Roma l'Osservatorio sulla Professione, promosso da ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi) insieme alle organizzazioni sindacali di categoria....