Decreto appropriatezza. Le critiche dello Snami: “Ci fanno fare i censori. Cartelli negli studi per informare i pazienti”

Decreto appropriatezza. Le critiche dello Snami: “Ci fanno fare i censori. Cartelli negli studi per informare i pazienti”

Decreto appropriatezza. Le critiche dello Snami: “Ci fanno fare i censori. Cartelli negli studi per informare i pazienti”
Il sindacato autonomo contro il provvedimento. Testa: “Siamo arrivati alla imposizione di stato di una presunta appropriatezza calata dall’alto basata esclusivamente su indicatori economici, peraltro mal valutati. Continuano a farci fare i censori conto terzi”

Dura presa di posizione del Sindacato Autonomo sul decreto Lorenzin pubblicato il 20 gennaio che limita l’erogabilità di alcune prestazioni che di conseguenza diventano a totale carico economico dei pazienti.
 
“Tutte le nostre obiezioni non sono state prese in considerazione – dice Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami  – nonostante gli impegni presi. Eppure avevamo puntualmente sottolineato come la norma fosse fuori luogo, da una parte in termini generali come strumento con cui dare un giro di vite su “presunte” inappropriatezze, dall’altra nello specifico per il tipo di prestazioni considerate”.
 
“Se pensano di risparmiare – continua Gennaro Caiffa, vice segretario nazionale dello Snami – sbagliano di grosso perché l’impatto economico sarà molto basso. Di fatto se mettiamo  sul piatto della bilancia e  i danni che il decreto porrà in essere, l’ago pende per questo ultimo aspetto. Economicamente infatti l’impatto sarà molto basso mentre enormi saranno gli effetti negativi come la negazione dei diritti dei pazienti ad avere con il sistema sanitario pubblico una prestazione dovuta e l’incertezza che la categoria medica avrà nel dover prescrivere un accertamento che si ritiene utile per compiere dovutamente un iter diagnostico. Ma l’aspetto più deleterio è quello del rapporto medico-paziente che viene ulteriormente minato dal fatto che siamo noi a dover fare da censori nei nostri ambulatori di fronte a “persone” a cui si deve dire che devono pagare quelle prestazioni in una sorta di comunicazione-giustificazione che mal si addice al nostro ruolo”.
 
“Per questo motivo –  conclude Testa – il nostro sindacato ha predisposto un cartello da affiggere in sala d’aspetto in cui si informano i nostri pazienti delle novità negative dell’ultimo decreto Lorenzin e che anche noi non ne possiamo più di fare obbligatoriamente i censori conto terzi e come Snami stiamo studiando ulteriori prese di posizione per arginare questa nuova moda della parte pubblica di dettare e limitare dall'alto i corretti iter diagnostici nei confronti dei nostri pazienti”.

28 Gennaio 2016

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