Decreto sviluppo. Cosmed (dirigenza Ssn): “Le pensioni non si toccano”

Decreto sviluppo. Cosmed (dirigenza Ssn): “Le pensioni non si toccano”

Decreto sviluppo. Cosmed (dirigenza Ssn): “Le pensioni non si toccano”
“I soldi delle pensioni non sono dello Stato”. Altolà della Cosmed (medici, farmacisti, veterinari e altri dirigenti Ssn) che, per bocca del suo segretario Costantino Troise, si dice pronta a reagire a eventuali tagli alla previdenza. E invece, “Sì alla patrimoniale sulle ricchezze vere”.

“Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Dopo aver tentato di cancellare i riscatti degli anni di laurea e del servizio militare si tenta di inficiarne lo scopo ovvero le pensioni di anzianità. Ma i soldi delle pensioni non sono dello Stato. Rappresentano gli accantonamenti dei dipendenti, un salario differito che viene assaltato dopo che i salari correnti sono stati decurtati e congelati. Curioso che in prima linea per penalizzare le pensioni siano proprio quei soggetti che per anni hanno fatto massiccio ricorso ai prepensionamenti”.
Questo il commento del Segretario Generale della Cosmed, Costantino Troise, sulle ipotesi di riforma delle pensioni.
“Il continuo balletto di leggine e proposte in merito – prosegue –  ha già prodotto un risultato: un esodo di massa dei dipendenti pubblici che hanno maturato i requisiti (+34% di pensionamenti nel 2011) nel timore di nuove penalizzazioni. Con buona pace delle necessità immediate di cassa. L’età media di pensionamento in Italia è in linea con la media europea, come testimonia la tabella pubblicata ieri dal Corriere della Sera, poiché normalmente si resta al lavoro anche dopo la maturazione dei requisiti, ma sotto la minaccia di nuove stangate l’atteggiamento cambia”.
 
“Le demonizzate pensioni di anzianità – aggiunge Troise – suppliscono ad altri istituti di uscita dal lavoro, ben più onerosi, presenti in altri Paesi d’Europa, quali l’indennità di disoccupazione, il part time agevolato ad una data età, le riduzioni di orario e il cambiamento di mansioni e altre forme di accompagnamento alla pensione che in Italia non esistono. Non a caso la spesa per l’assistenza in età lavorativa è nel nostro Paese tra le più basse d’Europa. Le pensioni di anzianità inoltre hanno contribuito a contenere il tasso di disoccupazione dei giovani altrimenti destinato nel nostro Paese a diventare insostenibile”.
“Non si può invocare l’Europa solo per stangare, né si possono fare paragoni su singoli aspetti fuori dal contesto generale. Le riforme pensionistiche in Europa hanno avuto la caratteristica della gradualità e vengono concertate con le Organizzazioni sindacali: non sono il frutto di folgorazioni notturne.  Basta demagogia, basta far pagare sempre gli stessi, basta incertezze, basta trasferire risorse dai soliti stangati ai soliti beneficiari. Invece di toccare le pensioni il Governo introduca una patrimoniale equilibrata che tocchi finalmente quelle ricchezze che proprio l'evasione fiscale ha consentito di accumulare e metta mano a radicali tagli ai costi della politica provvedendo anche ad unificare le aliquote fiscali sopra i 90mila euro dei lavoratori privati al livello di quelle dei dirigenti pubblici”.
“Se il modello di sviluppo proposto per il Paese – conclude il segretario della Cosmed –  è “i vecchi si trascinino al lavoro e i giovani restino disoccupati”, i Medici ed i Dirigenti sanitari, veterinari ed amministrativi dipendenti del Ssn dicono NO e sono pronti a reagire”.

25 Ottobre 2011

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