Dirigenza Ssn. Appello a Lorenzin: “Fermi la deriva regressiva per la sanità italiana”

Dirigenza Ssn. Appello a Lorenzin: “Fermi la deriva regressiva per la sanità italiana”

Dirigenza Ssn. Appello a Lorenzin: “Fermi la deriva regressiva per la sanità italiana”
Lettera aperta al ministro della Salute di tutti sindacati che hanno indetto lo sciopero del 22 luglio. “Le chiediamo di non ignorare la nostra protesta e sollecitiamo una attenzione particolare ed un contributo a ricercare in ogni sede e con ogni sforzo possibile soluzioni che arrestino una deriva regressiva del sistema”.

Una attenzione particolare ed un contributo a ricercare in ogni sede e con ogni sforzo possibile soluzioni che arrestino la deriva regressiva del sistema sanitario. Questa la richiesta che i dirigenti medici, veterinari, sanitari, tecnici, amministrativi, e professionali del Servizio Sanitario Nazionale e i medici in formazione specialistica, nel confermare lo sciopero nazionale del 22 luglio prossimo, hanno indirizzato al Ministro della salute in una lettera aperta spedita oggi.
 
Di seguito il testo della lettera.
 
 
Illustre Signor Ministro,
 i provvedimenti legislativi ed economici che a più riprese hanno interessato la sanità italiana in questi ultimi anni, fondati essenzialmente su tagli lineari della spesa sanitaria, hanno provocato pesanti ripercussioni sul sistema dell'offerta dei servizi, minacciando l’erogazione stessa dei livelli essenziali di assistenza.

Questi stessi provvedimenti, sommati al ritardo o addirittura all'assenza di iniziative legislative che definiscano la materia della responsabilità professionale e della tutela assicurativa e che segnino una via di uscita al dramma del precariato, hanno provocato un grave deterioramento delle condizioni di lavoro del personale medico e sanitario che si traduce in milioni di ore di straordinario non pagato, nel taglio indiscriminato di strutture semplici e complesse, con limitazione della progressione di carriera, nell’incremento del numero dei contratti atipici e nel ricorso alla medicina difensiva.
 
Il risultato ultimo di queste politiche regressive è da una parte un sempre maggior numero di cittadini che rinunciano alle cure o sono costretti ad un massiccio ricorso alla sanità privata e dall'altra un crescente disagio del personale sanitario che è lasciato solo ad affrontare la domanda di salute dei cittadini.

Il blocco della contrattazione nazionale e decentrata fino al 2014 allunga ormai a cinque anni la sospensione dei diritti per il personale sanitario e dimostra ancora una volta come la crisi economica diventi un alibi per una fuga dalle responsabilità di un confronto che sia allo stesso tempo strumento di cambiamento e di recupero di ruolo e prerogative sindacali.
Sarebbe auspicabile in tal senso un Suo intervento nel corso dell’approvazione definitiva del Dpr,  affinchè la dirigenza del Ssn non sia interessata dall’ulteriore blocco della contrattazione nazionale.
 
I dirigenti medici, veterinari, sanitari, amministrativi, tecnici, professionali e i medici in formazione specialistica in questi anni hanno sempre reagito al declino del sistema di tutela della salute e alla limitazione dei loro diritti ed oggi si preparano ad uno sciopero della intera categoria che vede uniti nella proposta tutti i sindacati dell'area medica e sanitaria.

Con la nostra protesta chiediamo di rendere esigibili diritti ancora oggi negati e che consideriamo essenziali al nostro lavoro: la sicurezza delle cure ed il riposo psico-fisico, una giusta e completa formazione professionale e l’adeguatezza delle dotazioni organiche, una progressione di carriera fondata sulla competenza professionale e sul merito al riparo dalla invadenza della politica ed una organizzazione del lavoro rispettosa dei tempi di vita. Pretendiamo luoghi di lavoro, a cominciare dal Pronto soccorso, caratterizzati da dignità, sicurezza ed appropriatezza, esigiamo la fine dello sfruttamento del lavoro precario.
 
Più volte Lei ha manifestato la consapevolezza della gravità della condizione in cui versa il Servizio Sanitario Nazionale e al suo ministero sono affidati compiti primari in difesa della sanità italiana e del personale che in esso opera.
 
Le chiediamo di non ignorare la nostra protesta e sollecitiamo una attenzione particolare ed un contributo a ricercare in ogni sede e con ogni sforzo possibile soluzioni che arrestino una deriva regressiva del sistema cui i dirigenti medici, veterinari, sanitari, tecnici, amministrativi, e professionali del Servizio Sanitario Nazionale e i medici in formazione specialistica per primi non si vogliono arrendere.
 
 
Costantino Troise, ANAAO ASSOMED
Riccardo Cassi, CIMO ASMD
Alessandro Vergallo, AAROI-EMAC
Massimo Cozza, FP CGIL MEDICI
Aldo Grasselli, FVM
Francesco Lucà, FASSID
Biagio Papotto,  CISL MEDICI
Carmine Gigli,  FESMED
Raffaele Perrone Donnorso, ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI
Armando Masucci, UIL FPL MEDICI
Alberto Spanò, SDS SNABI
Mario Sellini,  AUPI
Lorena Splendori, FP CGIL SPTA
Giovanni Torluccio, UIL FPL SPTA
Antonio Castorina, SINAFO
Antonio Travia, FEDIR SANITA’
Franco Socci, SIDIRSS
Ruggero Di Biagi, UGL MEDICI
Cristiano Alicino, FEDERSPECIALIZZANDI

11 Luglio 2013

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