Dm 70 e Dm 77. Aiic al ministro Schillaci: “Ci auguriamo che l’assenza degli ingegneri clinici dal tavolo tecnico sia frutto di errore”

Dm 70 e Dm 77. Aiic al ministro Schillaci: “Ci auguriamo che l’assenza degli ingegneri clinici dal tavolo tecnico sia frutto di errore”

Dm 70 e Dm 77. Aiic al ministro Schillaci: “Ci auguriamo che l’assenza degli ingegneri clinici dal tavolo tecnico sia frutto di errore”
"Gli oltre 2000 Ingegneri Clinici italiani chiedono di essere inseriti nel tavolo di lavoro per portare il contributo della nostra professione anche in questa attività, a vantaggio dei pazienti attraverso il Servizio Sanitario Nazionale. L’alternativa è che le tecnologie per la salute siano lasciate al caso, oppure governate da chi non ne ha conoscenza, competenza e responsabilità". Così il presidente Umberto Nocco in una lettera inviata al ministro della Salute. LA LETTERA

“Siamo certi che l’assenza degli Ingegneri Clinici dal Tavolo Tecnico sia frutto di un mero errore materiale che però può costituire un potenziale difetto alla composizione del tavolo stesso: gli Ingegneri Clinici sono riconosciuti come le figure che nel Ssn garantiscono un uso sicuro, economico ed appropriato delle tecnologie e una loro esclusione dal citato tavolo ci lascerebbe stupiti e amareggiati”.

Così il Presidente Aiic, Umberto Nocco, in una lettera inviata al ministro della Salute Orazio Schillaci per denunciare l’assenza degli ingegneri clinici dal tavolo tecnico per la revisione dei Dm 70 e 77.

“Gli oltre 2000 Ingegneri Clinici italiani (che da 30 anni sono rappresentati dall’Associazione di cui ho l’onore di essere Presidente) non diminuiranno la loro attenzione, l’impegno e la professionalità mostrate anche durante il periodo di massimo impatto della pandemia (come professionisti ci sentiamo parte integrante del processo di cura e siamo quindi orientati al paziente nella nostra attività quotidiana), ma chiedono di essere inseriti nel tavolo di lavoro per portare il contributo della nostra professione anche in questa attività, a vantaggio dei pazienti attraverso il Servizio Sanitario Nazionale. L’alternativa è che le tecnologie per la salute siano lasciate al caso, oppure governate da chi non ne ha conoscenza, competenza e responsabilità”, conclude la lettera.

12 Luglio 2023

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