Emergenza territoriale. Il documento programmatico dello Snami. “Ridistribuire i compiti e rivalutare il ruolo del medico”

Emergenza territoriale. Il documento programmatico dello Snami. “Ridistribuire i compiti e rivalutare il ruolo del medico”

Emergenza territoriale. Il documento programmatico dello Snami. “Ridistribuire i compiti e rivalutare il ruolo del medico”
Il testo propone di ridisegnare la figura del Medico dell'emergenza territoriale “con attribuzione di uno stato giuridico definito con compiti e mansioni in linea con normative vigenti”. Per questa ragione, “facciamo appello a Regioni e Governo, per colmare i tanti vuoti venutosi a creare ed auspichiamo che in tempi brevi venga istituito un tavolo tecnico per l’area convenzionata dell’emergenza territoriale”. IL DOCUMENTO

Lo Snami ha definito il documento programmatico del settore Emergenza dopo averlo approvato in Comitato centrale il 20/21 giugno scorso. Il testo pone le basi per un progetto di ristrutturazione e potenziamento del servizio di Emergenza con la progettazione di un modello di risposta territoriale. “Abbiamo voluto licenziare un documento politico – sottolinea una nota – in quanto ci riteniamo responsabili a sostenere e rivalutare il ruolo del Medico dell’emergenza territoriale (Met), mettendo a disposizione le nostre competenze ed esperienze acquisite nel tempo e sul territorio”.

Il Documento Programmatico verrà presentato come perno “del prossimo nuovo Accordo Collettivo Nazionale che disciplini i rapporti di lavoro autonomo tra il Servizio Sanitario Nazionale ed i medici dell’Emergenza sanitaria territoriale (Est), in conformità con le indicazioni della programmazione regionale e territoriale, di attività sanitarie a rapporto orario e per le quali non sia richiesto il titolo di specializzazione”.
L’obiettivo individuato dallo Snami è quello di “riscrivere una contrattazione capace di apportare un rinnovamento nel settore di Emergenza per attuare cambiamenti verso un indirizzo più articolato e competitivo, con ridistribuzione dei compiti e la disegnazione di un modello che nel prossimo futuro possa stabilire univocità d’azione sul territorio Nazionale”.

In particolare si vuole ridisegnare la figura del Met “all’interno dell’attività di emergenza/urgenza con attribuzione di uno stato giuridico definito con compiti e mansioni in linea con normative vigenti”. Per questa ragione, “facciamo appello a Regioni e Governo, per colmare i tanti vuoti venutosi a creare ed auspichiamo che in tempi brevi venga istituito un tavolo tecnico per l’area convenzionata dell’emergenza territoriale 118, per arrivare in Sisac” con modelli di progettazioni univoci e condivisi”.

Snami sostene che “l’innovazione con la ridistribuzione dei compiti e la disegnazione di un modello ricucito sulla attività e l’organizzazione territoriale del MET, con un ACN chiaro semplice che garantisca la propria autonomia e la tutela professionale e che tenga in debito conto dei parametri di valutazione, di equilibrio in ambito organizzativo, strutturale, formativo, tra Ospedale e Territorio, possa nel prossimo futuro stabilire omogeneità e univocità d’azione su tutto il territorio nazionale”.

Sottolineata anche la necessità di migliorare un sistema attualmente diviso (Ospedale–Territorio) non tanto nei compiti ma nella contrattualità e nel futuro di carriera. “L’attività di emergenza urgenza in ambito nazionale – auspica il documento – deve tendere a privilegiare modelli organizzativi aperti, che perseguano l’integrazione tra i servizi ospedalieri e territoriali in una logica a rete, sotto tutti gli aspetti, mantenendo la propria autonomia strutturale, ma integrando la formazione, il comportamento d’azione e perseguendo linee guida su protocolli terapeutici da adottare”.

In tale ambito “devono essere favorite e garantite opportunità di sviluppo professionale, adottare forme di coordinamento e di integrazione professionale su base non gerarchica”. Snami propone di attrezzare il territorio con tecnologie avanzate con la trasmissione di immagini e dati per via telematica. “Solo in questo modo il Met si potrà porre come anello di congiunzione in grado di affrontare le emergenze e di condividere le procedure con l’attività del distretto e con la rete ospedaliera, garantendo in tal modo, una reale continuità dell’assistenza nell’interesse della popolazione”.

Altra priorità indicata riguarda la gestione tempestiva dei trasferimenti secondari urgenti i quali devono essere in carico del 118 e “a tale proposito chiediamo che i trasporti secondari devono essere assolutamente separati dalla gestione dei servizi di soccorso sanitario primario urgente”.
In tal modo, conclude Snami, “vogliamo detenere un elevato livello professionale, tramite l’opportunità di effettuare una verifica di qualità continua sul territorio, promuovere ed incentivare la formazione e l’aggiornamento professionale con percorsi formativi condivisi con tutto il sistema di Emergenza ma specifici della fase territoriale, nell’ottica dello sviluppo delle reti di patologia efficaci sia alla crescita professionale sia all’acquisizione di un identità specifica del M.E.T”.
 

26 Giugno 2015

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