Equo compenso. I dentisti: “La proposta di legge va cambiata”

Equo compenso. I dentisti: “La proposta di legge va cambiata”

Equo compenso. I dentisti: “La proposta di legge va cambiata”
Il presidente Andi: “Esprimiamo gratitudine nei confronti dei parlamentari e delle forze politiche che hanno promosso e sostenuto una legge sull’equo compenso dei professionisti ma non possiamo fare a meno di chiedere loro di rendere effettivamente esigibile tale diritto per tutti i professionisti, migliorando una legge che così com’è non può funzionare”

“La proposta di legge sull’equo compenso, in discussione presso la Commissione Giustizia del Senato, va cambiata”. È la posizione espressa dal Presidente dell’ANDI Carlo Ghirlanda che ha sottolineato come il “testo pur riconoscendo astrattamente il diritto del professionista a percepire un compenso proporzionato alla qualità della prestazione resa, rende di fatto tale diritto inesigibile”.

“La prima criticità della legge – continua Ghirlanda – sta nel campo di applicazione dell’equo compenso, limitato ai soli grandi committenti, e che, quindi, esclude la grande maggioranza dei professionisti. Ma l’aspetto più controverso riguarda il sistema sanzionatorio, molto blando nei confronti dei committenti inadempienti quanto paradossalmente severo nei riguardi dei professionisti. I professionisti pagati sottosoglia, infatti, potranno ottenere l’equo compenso soltanto attivando una azione giudiziale: a quel punto, però, scatterà l’obbligo da parte dell’Ordine di comminare una sanzione disciplinare al professionista. Ora mi chiedo: quale professionista attiverà l’azione giudiziale?”.

“Esprimiamo gratitudine nei confronti dei parlamentari e delle forze politiche che hanno promosso e sostenuto una legge sull’equo compenso dei professionisti – conclude il Presidente dell’ANDI – ma non possiamo fare a meno di chiedere loro di rendere effettivamente esigibile tale diritto per tutti i professionisti, migliorando una legge che così com’è non può funzionare”.

16 Maggio 2022

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