Esclusività dei medici. Aaroi-Emac: “No a modifiche unilaterali. Rischiamo medici gettonisti nel pubblico”

Esclusività dei medici. Aaroi-Emac: “No a modifiche unilaterali. Rischiamo medici gettonisti nel pubblico”

Esclusività dei medici. Aaroi-Emac: “No a modifiche unilaterali. Rischiamo medici gettonisti nel pubblico”

Bocciato l'emendamento che allenta il vincolo di esclusività per i medici pubblici, temendo che le attività aggiuntive possano trasformarsi in un boomerang favorendo la privatizzazione e i medici gettonisti. Il sindacato chiede un confronto preventivo.

L’Aaroi-Emac esprime contrarietà all’emendamento 3.24 al disegno di legge delega sulla riforma delle professioni sanitarie, che propone di superare le incompatibilità previste dall’articolo 4, comma 7, della legge n. 412 del 1991. Il sindacato dei medici ospedalieri teme che la modifica, pur volendo “apprezzabilmente allargare le maglie” del vincolo di esclusività, introduca rischi di ricadute negative sia sui professionisti sia sul Servizio sanitario pubblico nel suo complesso.

L’emendamento introduce – con l’obiettivo dichiarato di una più elastica valorizzazione delle risorse umane – la possibilità di un'”attività professionale aggiuntiva presso soggetti pubblici o privati accreditati” da parte dei medici dipendenti del SSN e dei medici titolari di rapporto convenzionale. Ma secondo l’Aaroi-Emac manca chiarezza sulle modalità applicative, sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello economico.

“Non è affatto immaginifico temere che un obiettivo della riforma, o quantomeno una sua ricaduta, possa configurare una ‘soluzione tampone’ per utilizzarli come tappabuchi al progetto delle Case di Comunità, attualmente in una sostanziale situazione di stallo in quasi tutte le Regioni”, si legge nella nota.

Il sindacato evidenzia l’ambiguità dell’inserimento dei “soggetti pubblici” tra le strutture che potranno affidare attività aggiuntive, senza limitazioni all’azienda datrice di lavoro. La preoccupazione è che si possano creare “medici pubblici dipendenti che al di fuori dell’orario di lavoro contrattualmente dovuto presterebbero la propria opera anche in altre aziende pubbliche magari come gettonisti globetrotters”.

L’Aaroi-Emac teme inoltre che l’emendamento, laddove prevede una semplice “comunicazione” all’amministrazione di appartenenza, imponga una sostanziale modifica dell’art. 53 del D. Lgs. 165/2001 e possa configurare il conferimento di incarichi libero professionali da parte di un’azienda pubblica a un medico dipendente di un’altra pubblica amministrazione.

Il sindacato segnala anche l’emendamento 3.37, che verte sulla scelta del regime intra o extra moenia e che “appare ancor più nebuloso”, in quanto vorrebbe mettere in correlazione il superamento della “rigida dicotomia tra regime di esclusività e non esclusività” con “meccanismi di incentivazione economica e progressione professionale” senza che si comprenda con quali risorse economiche.

“In conclusione, le modifiche a un istituto di tale rilevanza per i Medici Ospedalieri come l’esclusività di rapporto non possono prescindere da un confronto preventivo con le Organizzazioni Sindacali che li rappresentano”, afferma l’Aaroi-Emac.

“La nostra Associazione è disponibile ad un dialogo costruttivo, senza pregiudizi, ma anche senza alcuna intenzione di accettarne passivamente le incognite, che vanno chiarite prima di mettere mano al suo impianto”, conclude la nota.

22 Luglio 2026

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