Ex specializzandi. Consulcesi: “I medici stiano tranquilli, non esiste nessun caso ‘Cartelle pazze'” 

Ex specializzandi. Consulcesi: “I medici stiano tranquilli, non esiste nessun caso ‘Cartelle pazze'” 

Ex specializzandi. Consulcesi: “I medici stiano tranquilli, non esiste nessun caso ‘Cartelle pazze'” 
Così il presidente Massimo Tortorella fa chiarezza sulle spese di registro che sarebbero state richieste ad alcuni ex specializzandi assistiti da altre realtà che avevano vinto il ricorso contro lo Stato. "La richiesta è totalmente illegittima, lo ha confermato la stessa Agenzia delle Entrate con una nota ufficiale".

"I medici specialisti stiano tranquilli: non esiste alcun caso delle 'cartelle pazze'. Qualcuno ha forse voluto crearlo ad arte per ottenere una visibilità che altrimenti non avrebbe avuto". Consulcesi, attraverso il suo presidente Massimo Tortorella, fa ordine e chiarezza sulle spese di registro che sarebbero state richieste ad alcuni ex specializzandi assistiti da altre realtà che avevano vinto il ricorso contro lo Stato per la mancata erogazione delle borse di studio durante la scuola post laurea in Medicina tra il 1978 ed il 2006.
 
"La richiesta è totalmente illegittima – spiega Tortorella –, lo ha confermato l’Agenzia delle Entrate con una nota ufficiale in cui viene precisato che: 'L’Agenzia sta notificando, a ciascuno dei medici interessati, un provvedimento di annullamento parziale dell’avviso di liquidazione: ciascun medico dovrà pagare soltanto l’imposta commisurata al risarcimento ottenuto'".  A supporto di questa dichiarazione interviene in modo chiaro la legge perché, spiega Consulcesi "in base alla normativa vigente (art.159 testo unico spese di giustizia art. D.P.R. 30-05-2002, n. 115) e alla costante giurisprudenza della Cassazione, qualora il giudice abbia disposto la compensazione delle spese, l’imposta di registro che l’Agenzia delle Entrate può richiedere ad ogni medico è calcolata solo sulla somma liquidata in suo favore e con un importo pari al massimo dell’1,5% di quanto ricevuto. Dunque stiamo parlando eventualmente di poche centinaia di euro da versare soltanto nel caso lo disponga il giudice".
 
"I medici non devono lasciarsi intimorire – aggiunge il presidente Tortorella – sanno di poter contare sulle tutele che garantiamo da sempre e devono proseguire la battaglia per il riconoscimento di un diritto certo che era stato negato quando, ancora giovanissimi, iniziavano il percorso professionale, lavorando sodo al servizio dei cittadini, ma senza alcuna retribuzione. A tal proposito è imminente la prossima azione di rimborso per chi ha fatto la specializzazione tra il 1978-2006".
 
L’altra notizia è che anche il Governo, di fronte alle continue sconfitte, sta correndo ai ripari per arrivare all’accordo transattivo, che sarà valido solo per chi avrà fatto ricorso. In tal senso, quanto proposto dai tre Ddl in Parlamento, permetterebbe alle casse pubbliche un risparmio di ben 2 miliardi di euro a fronte degli oltre 5 miliardi complessivi da pagare. "Proprio questo è il punto: gli ex specializzandi hanno un credito con lo Stato e non devono pagare nulla. Ad ogni modo – conclude Tortorella – per qualsiasi chiarimento sui ricorsi, i medici hanno a diposizione i nostri oltre 350 tra avvocati e consulenti legali che rispondono gratuitamente all’800.122.777 o sul sito internet www.consulcesi.it". 

07 Ottobre 2015

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