Fadoi Lazio. Italiani, sempre più malati cronici “complessi”

Fadoi Lazio. Italiani, sempre più malati cronici “complessi”

Fadoi Lazio. Italiani, sempre più malati cronici “complessi”
Un italiano su 2, sopra i 55 anni, ha almeno due patologie croniche. Le donne più colpite dagli uomini. Il tema al centro del congresso regionale dei medici internisti ospedalieri conclusosi ieri a Roma.

Dodici milioni di italiani – il 20 per cento della popolazione – convivono con almeno due malattie croniche. La stragrande maggioranza ha più di 55 anni. Un esercito di circa 9,5 milioni di pazienti composto soprattutto da donne: tra le over 55 sono infatti più di 6 milioni (il 56%) quelle colpite da almeno due patologie. E la presenza di più patologie croniche diviene tanto più frequente all’avanzare dell’età: 7 anziani su 10, tra quelli con più di 75 anni, sono affetti da almeno due malattie. Ma la pluripatologia non risparmia nemmeno i più giovani: nella fascia di età tra i 45 e i 54 anni 1,4 milioni di italiani (il 16,6%) soffrono di almeno due malattie croniche.

Un attacco su più fronti che chiama il medico ad adottare nuove strategie di cura e vede i medici internisti in prima linea. Medici che rispondono a questa nuova ‘specie’ di pazienti “complessi” con multi-morbilità: ossia con un insieme di malattie che minano lo stato di salute complessivo.
Stiamo parlando dei medici internisti che di questo tema hanno dibattuto nel loro congresso regionale venerdì e sabato scorsi a Roma. Dal cancro allo scompenso cardiaco all’ictus, dalla polmonite alle Bpco le patologie trattate da questi “iper specialisti”. E a queste si aggiungono ipertensione, aterosclerosi, anemia, diabete, insufficienza renale, neuropatie, aritmie cardiache o patologie reumatologiche.

Complessità e multimorbidità non sono proprie dell’anziano. Molti pazienti sia over 65 e anche in età più giovane possono essere ricoverati nei reparti di Medicina interna  in condizioni complesse e critiche, in cui la criticità di una malattia innesca la riacutizzazione delle altre. Si crea così una reazione a catena in cui diventa difficile distinguere le priorità mediche senza un approccio globale come quello di tipo internistico, basato sulla clinica, molto più che sulle sole tecnologie.

La complessità in pratica
Per capire nel concreto il problema della complessità basta un giro in un reparto di Medicina interna. L’età media dei pazienti è 71,9 anni. Nella grande maggioranza dei casi presentava oltre alla diagnosi di ammissione in reparto, almeno altre tre patologie concomitanti. Le ragioni di ricovero più frequenti possono essere cancro, scompenso cardiaco, ictus, polmonite, Bpco. Ma a fianco di esse, i pazienti possono  presentare  disturbi come ipertensione, aterosclerosi, anemia, diabete, insufficienza renale, neuropatie, aritmie cardiache o patologie reumatologiche. A completare il quadro, spesso un’alta percentuale di pazienti è totalmente o parzialmente dipendente dall’aiuto di terzi, e la stragrande maggioranza ha bisogno di assistenza sanitaria dopo le dimissioni.

27 Novembre 2011

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