Farmaci. Cossolo (Federfarma) a Sifo: “In distribuzione diretta ci sono falle da correggere”

Farmaci. Cossolo (Federfarma) a Sifo: “In distribuzione diretta ci sono falle da correggere”

Farmaci. Cossolo (Federfarma) a Sifo: “In distribuzione diretta ci sono falle da correggere”
Il presidente del sindacato dei titolari di farmacia commenta le dichiarazioni della presidente dei farmacisti ospedalieri in tema di distribuzione dei farmaci. E poi sul tavolo di lavoro promosso da Sifo specifica: “Non vogliamo superare il modello elaborato dalla Sifo con il supporto della Scuola Sant’Anna, ma integrarlo con ulteriori elementi di valutazione e per questo siamo a disposizione per continuare il confronto”.

Il presidente di Federfarma nazionale, Marco Cossolo, interviene su Filodiretto in merito al dibattito sulle due forme distributive del farmaco, quella diretta e quella per conto, scatenato negli ultimi giorni dalle dichiarazioni di Simona Serao Creazzola, presidente della Societa’ Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (Sifo).

“Giustamente la Sifo – precisa Cossolo – nel proprio comunicato, ribadisce la necessità di utilizzare come criteri per valutare l’efficacia dei diversi modelli distributivi dei farmaci la sicurezza delle cure e l’equilibrio del sistema, nell’ottica di perseguire l’appropriatezza d’uso dei medicinali a carico del Ssn. Sia i farmacisti ospedalieri sia i farmacisti che operano nelle farmacie hanno questo obiettivo prioritario. Tuttavia, è sempre più frequente il caso che in farmacia vengano cittadini che vorrebbero riconsegnare ingenti quantitativi di medicinali consegnati da ospedali o Asl, nella maggior parte dei casi perché il paziente è deceduto o perché ha dovuto sospendere o modificare la terapia. Si tratta di farmaci spesso costosi che sono stati consegnati ai pazienti in quantità sufficienti a coprire molti mesi di terapia per evitare di imporre al paziente stesso o ai suoi famigliari disagi eccessivi. Questa pratica impedisce alle strutture pubbliche e agli stessi farmacisti ospedalieri di monitorare l’aderenza alla terapia da parte del paziente che si ripresenta solo dopo diversi mesi per ritirare i medicinali di cui ha bisogno”.

È quindi evidente, secondo Cossolo, che nel modello di distribuzione diretta ci sono delle falle che vanno monitorate e corrette, “come dimostra anche il fatto che la spesa per farmaci acquistati dalle strutture pubbliche continui ad aumentare costantemente, sforando a dismisura il tetto di spesa previsto. Circostanza che non è legata tanto all’ingresso sul mercato di medicinali innovativi, abbastanza limitato, quanto soprattutto a scelte politiche che puntano ad affidare alle strutture pubbliche anche la distribuzione di medicinali di uso comune, senza tenere conto dei disagi imposti ai cittadini e dei costi sommersi che questo comporta”.

“Per questo – aggiunge Cossolo – abbiamo chiesto alle farmacie di comunicare a Federfarma i casi in cui i cittadini tentano di riconsegnare medicinali inutilizzati ricevuti da una struttura pubblica: l’obiettivo non è fare polemica, ma fornire ai decisori strumenti per verificare in modo corretto aspetti positivi e negativi dei vari modelli distributivi”.

Cossolo sottolinea poi che sebbene sia vero che al Tavolo promosso da Fofi e Sifo sulla distribuzione diretta, a cui ha partecipato anche Federfarma, era stato elaborato un modello per valutare l’economicità del processo distributivo e l’equità nell’accesso ai farmaci, “è anche vero che tale modello, estremamente articolato e di complessa applicazione alla realtà, non prendeva in considerazione questa tipologia di sprechi che incidono sull’economicità complessiva di un sistema di distribuzione. Non vogliamo superare il modello elaborato dalla Sifo con il supporto della Scuola Sant’Anna, ma integrarlo con ulteriori elementi di valutazione e per questo siamo a disposizione per continuare il confronto”, conclude Cossolo.
 

14 Novembre 2018

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